Ma la scuola insegna a scrivere?

maturità studentiMi è capitato di rileggere un articolo de La Repubblica del 15 marzo 2012, in cui il quotidiano rilanciava i risultati di uno studio dell’Invalsi riguardante 499 temi della maturità 2009-10. Il campione di temi studiato è considerato pienamente rappresentativo degli scritti di tutti i maturandi di quell’anno.

I risultati a cui l’indagine perviene sono a dir poco sconcertanti. Nei temi sono stati rilevati ben 5.352 errori: in media, 11 a tema. Le aree di valutazione considerate sono state quattro: testuale, grammaticale, lessicale semantica, ideativa.

Proseguendo nell’illustrare i risultati dello studio, si può per esempio constatare che, nei temi, l’80,2% degli studenti ha fatto affermazioni imprecise, mentre l’82% affermazioni estemporanee. Il 32,7% degli studenti ha fatto un uso scorretto dei verbi, mentre il 38,1% ha avuto seri problemi con le concordanze. Non bastasse questo, il 78,5% degli studenti ha litigato con la punteggiatura, mentre l’87,9% ha fatto un uso improprio di vari termini linguistici.

Passiamo agli esempi pratici. C’è un vero e proprio campionario di perle per tutti i gusti. Mi limito a riportare che c’è stato chi ha sostenuto che Leopardi sia un poeta del primo Settecento e chi ha scritto “lanciarsi da un aerio”.

Come detto, il quadro che l’indagine dipinge è desolante. La padronanza della lingua italiana di questi 18-19enni è davvero scarsa. Gli errori ortografici, gli errori grammaticali e gli errori di punteggiatura sono diffusissimi. Ma ci sono anche serie difficoltà a tradurre in parole scritte i propri pensieri. E difficoltà di organizzazione logica dei propri pensieri. Insomma: un disastro completo, e su tutta la linea.

Non mi va di dare la colpa di tutto ciò agli studenti. Certo, in Italia si legge poco, e si può sempre studiare di più. Se si vuole davvero, il tempo per fare tutto lo si trova. Sono stato studente anch’io, dalle elementari all’università: potevo impegnarmi di più di quanto ho fatto. Non ci sono alibi: si può sempre essere studenti migliori. Ma… gli insegnanti? E la scuola?

Moltissimi studenti dimostrano scarsa confidenza con la logica. In pratica: i ragazzi faticano a organizzare le idee, faticano a pensare. Eppure non dovrebbe essere proprio compito della scuola aiutare gli studenti a ragionare? In effetti, la scuola non deve solo istruire, preparare tecnicamente, ma deve anche fare in modo che gli studenti riescano a sviluppare l’osservazione, la curiosità, la capacità di collegare i fatti per avere un quadro di lettura più preciso della realtà e dei suoi fenomeni. A mio giudizio, la scuola deve insegnare agli studenti anche queste cose, che permettono di dare un ordine razionale al caos delle esperienze quotidiane.

Ma i dati indicano che questo non succede. E non si può certo imputare agli studenti la loro poca confidenza con la logica. Per molti versi, l’arte del ragionamento si impara. Quindi, serve qualcuno che te la insegni. O meglio: serve qualcuno che voglia e che possa insegnartela.

Nel prossimo fine settimana si vota. Teniamo presente nel dare il nostro voto che alcuni potrebbero tagliare ulteriormente i fondi alla nostra scuola. Il che significa, in altre parole, che alcuni potrebbero portarci alla rovina più lentamente ma altrettanto inesorabilmente di uno spread fuori controllo o di un attacco ai nostri Btp.

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