I numeri cardinali nei testi: quali le regole redazionali?

numeri cardinaliCome si scrivono i numeri cardinali nei testi in lingua italiana? Prima di rispondere a questa domanda, andiamo a dare una definizione di numeri cardinali, giusto per fissare le idee su quello che è l’oggetto del nostro discorso.

Definiamo numeri cardinali quei numeri che si usano per indicare una quantità numerica e che, in linea generale, si scrivono prima del nome a cui si riferiscono. Facciamo un esempio di frase in cui è contenuto un numero cardinale: “Un’ora contiene sessanta minuti”.

In un testo discorsivo, cioè in un testo che non abbia carattere matematico o scientifico, i numeri cardinali si scrivono in lettere, per esteso. Questo vale non solo per i numeri interi, ma anche per i numeri decimali, per le frazioni e per le percentuali. Si scriverà perciò: “due e trenta”, “tre quarti” e “quindici per cento”.

I numeri cardinali scritti in lettere osservano le seguenti regole di composizione:

  • Le diverse parti che compongono il numero cardinale non vanno separate fra loro. Per esempio, si scrive “trentaquattro” e non “trenta quattro”.
  • Il suffisso “mila” non si separa mai dal numero a cui si riferisce (per esempio, “diecimila” e non “dieci mila”), mentre i termini “milione” e “miliardo” vanno scritti separati.
  • Anche le eventuali unità di misura che accompagnano i numeri cardinali vanno scritte per esteso (per esempio “settantaquattro kilogrammi”).

 

I numeri cardinali si scrivono in cifre se:

  • Appartengono a indicazioni che di norma sono scritte in cifre. Per esempio, i numeri civici o i casi in cui i numeri cardinali seguono un sostantivo (“cassa 12”, “cabina 3”, “stanza 7” ecc.).
  • La loro scrittura in lettere darebbe luogo a una parola estremamente lunga.
  • Indicano le ore, quando l’indicazione oraria è composta da ore e minuti precisi. Per esempio: “Sono le 12:36”. Ma se l’indicazione oraria non è precisa, bisogna usare le lettere: “Allora ci vediamo stasera, verso le nove e mezza”.
  • Rappresentano i numeri che rimandano a una pagina, a un capitolo ecc.
  • Indicano una data.
  • In ambito scientifico, rappresentano numeri cardinali che esprimono grandezze, in special modo se questi numeri sono accompagnati dal simbolo dell’unità di misura.

 

Quando i numeri cardinali sono scritti in cifre, occorre tener presenti queste regole redazionali:

  • Dal numero cardinale diecimila in poi, allo scopo di migliorare la leggibilità della cifra, è preferibile separare i diversi ordini delle migliaia. In che modo? A gruppi di tre cifre alla volta, partendo a contare dal numero che indica le unità, cioè dall’ultimo a destra. Come segno separatore tra le differenti terzine di cifre si può usare uno spazio oppure un punto. Per esempio, si può scrivere indifferentemente “100 000” oppure “100.000”.
  • Nelle cifre decimali le unità si separano dai decimali attraverso una virgola. Non vi è la necessità di dover mettere uno spazio dopo la virgola. Per esempio, “3,14”.
  • Per segnalare un intervallo tra due cifre, si può mettere un trattino breve tra di esse. Per esempio: “L’anno scolastico 2012-13”.
  • È preferibile non dividere un numero cardinale scritto in cifre andando a capo. Altrimenti, è sicuro che il numero sarà incomprensibile, almeno alla prima lettura.
  • È preferibile non iniziare una nuova frase con un numero cardinale scritto in cifre.

 

Queste sono le regole per la scrittura dei numeri cardinali nella lingua italiana. Dalle ricerche che ho fatto, sono emerse anche ulteriori norme o consuetudini redazionali, ma ve le risparmio: in effetti, si scivolerebbe nella trattazione di casi veramente improbabili da incontrare nella scrittura quotidiana. Lasciamo perciò perdere.

Conoscevi già queste regole di redazione per la scrittura dei numeri cardinali? Ti sembrano complicate? Di norma, quando devi scrivere un numero cardinale nei tuoi testi, ti poni il problema di come vada riportato?

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