Figure retoriche: che cosa sono e come usarle

le figure retoricheLe figure retoriche sono trucchi linguistici, accorgimenti espressivi che rendono più vario ed efficace il nostro modo di esprimerci. In breve: esse hanno il compito di dare una particolare connotazione al linguaggio. Ogni figura retorica, attraverso il proprio codice espressivo, suscita in chi ascolta o legge un’emozione specifica.

Le figure retoriche non sono esclusive dello stile letterario o poetico. Ricorrono infatti anche nel parlare quotidiano, e in ogni tipo di linguaggio. In genere, nella comunicazione sul web è meglio evitarle. Specialmente se sono troppo fantasiose. Infatti, per comunicare online, serve essere chiari, semplici. E le fantasie di stile sono più adatte ai poeti e ai pubblicitari.  🙂

Nonostante ciò, chiunque faccia comunicazione sul web web writing dovrebbe conoscere le figure retoriche principali. Come mai? Ma per ampliare la propria grammatica di comunicazione!

Si stima che esistano oltre trecento figure retoriche. Le più comuni sono quelle che riporto sotto.

 

1. Figure retoriche: l’accumulazione

Si tratta di una figura retorica che consiste nel mettere insieme una serie di membri o di termini linguistici accostati in modo più o meno ordinato. Ecco un esempio: “Fuor che funzioni religiose, tridui, novene, lavori dei campi, trebbiature, vendemmie, fustigazioni di servi, incesti, incendi, impiccagioni, invasioni d’eserciti, saccheggi, stupri, pestilenze, noi non s’è visto niente”.

 

2. Figure retoriche: l’allegoria

Questa figura consiste nel costruire un discorso che va oltre il suo significato letterale, presentando anche un senso nascosto e più profondo. Per esempio: “Passa la nave mia, sola, tra il pianto degli alcioni, per l’acqua procellosa”.

 

3. Figure retoriche: l’allitterazione

È la ripetizione di una lettera o di una sillaba in vocaboli molto vicini tra loro. Due esempi: “Il pietoso pastor pianse al suo pianto”, “Il troppo stroppia”.

 

4. Figure retoriche: l’anabasi

L’anabasi è quella figura retorica per la quale si ha un’incremento di enfasi nel discorso. Anabasis in greco antico significa infatti salire. Ecco un esempio: “Poiché vi sarà sementa di pace; la vigna darà il suo frutto, il suolo i suoi prodotti, e i cieli daranno la loro rugiada”.

 

5. Figure retoriche: l’anacoluto

Si tratta di una figura retorica che consiste in un periodo grammaticalmente sospeso, in un periodo in cui volutamente non è rispettata la coesione tra le varie parti che lo compongono. Per esempio: “Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto”.

 

6. Figure retoriche: l’anadiposi

Questa figura retorica è la ripetizione di un vocabolo o di un’espressione nella frase successiva. Un esempio: “Per me si va nella città dolente. Per me si va nell’eterno dolore. Per me si va tra la perduta gente”.

 

7. Figure retoriche: l’anafora

Ripete una o più parole all’inizio di ogni frase. Ecco un esempio: “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”.

 

8. Figure retoriche: l’anastrofe

L’anastrofe è una figura retorica che consiste nell’inversione dell’ordine naturale di due termini. Per esempio, ciò detto in luogo di detto ciò.

 

9. Figure retoriche: l’antifrasi

L’antifrasi è una figura retorica che consiste nell’uso di una parola o di un’espressione in senso contrario a quello proprio, in genere con intenti ironici. Un esempio: “Quanto sei gentile!” anziché “Quanto sei scortese!”.

 

10. Figure retoriche: l’antitesi

Mette due parole contrapposte nella stessa frase. Un paio di esempi: “Ada non è bella, ma neanche brutta”, “Casa mia non è grande, ma neanche piccola”.

 

11. Figure retoriche: l’antonomasia

figure retoricheIl nome di questa figura retorica deriva dal greco “denominazione inversa”. Essa consiste nell’usare un nome comune o un appellativo al posto di un nome proprio. Per esempio: “il divino poeta” anziché “Dante” oppure “l’Urbinate” anziché “Raffaello”.

 

12. Figure retoriche: l’apostrofe

Dal greco “il rivolgersi a qualcuno”. Questa figura retorica è un discorso rivolto a qualcuno con un tono molto enfatico. Un esempio: “Italia mia, benché il parlar sia indarno…”.

 

13. Figure retoriche: l’asindeto

Dal greco “assenza di legami”. L’asindeto è una figura retorica che consiste nell’omissione della congiunzione copulativa tra due o più temini. Per esempio: “Stormir di fronde, cinguettio d’uccelli, risa di donne, strepito di mar”.

 

14. Figure retoriche: il bisticcio

Si tratta di una figura retorica molto simile alla paronomasia. Il bisticcio consiste nell’accostare due parole uguali ma di significato differente. Un esempio: “Apre la porta e porta inaspettata guerra”.

 

15. Figure retoriche: il cacofemismo

Questa particolare figura retorica consiste nell’usare un termine (o un’espressione) sgradevole invece di un termine gradevole. La frase assume così un tono positivo o addirittura affettivo, nonostante la parola sgradevole. Un esempio: “Sei proprio un genio del male”.

 

16. Figure retoriche: il chiasmo

Il chiasmo o chiasma è una particolare figura retorica in cui si crea un incrocio immaginario tra due coppie di parole, in versi o in prosa, con uno schema di tipo AB-BA. Un esempio: “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori”.

 

17. Figure retoriche: il climax

Il climax o gradazione è una particolare figura retorica che rappresenta un crescendo di intensità, una scala di effetti stilistici o retorici in un discorso. Per esempio: “La situazione era grave, preoccupante, disperata”.

 

18. Figure retoriche: la comparazione

La comparazione è una figura retorica che instaura un confronto tra due immagini o concetti che siano almeno in parte simili tra loro. Un esempio: “Caddi come corpo morto cade”.

 

19. Figure retoriche: la domanda retorica

È una domanda finta, perché la sua risposta è ovvia. Un paio di esempi: “Che c’è di più bello dell’amore?”, “C’è qualcosa di più analcolico dell’acqua?”.

 

20. Figure retoriche: l’ellissi

Una figura retorica che consiste nell’eliminare in una frase alcuni dei suoi elementi, con lo scopo di dare al periodo più concisione. Un esempio: “Mario lavora nel settore metalmeccanico, Matteo nel chimico”.

 

21. Figure retoriche: l’enallage

Questa figura retorica di tipo sintattico consiste nel far uso di una parte del discorso invece di un’altra, allo scopo di dar maggior vigore espressivo alla frase. Ecco un esempio: “Io non ci vedo chiaro” anziché “Io non ci vedo chiaramente”.

 

22. Figure retoriche: l’epifonema

figure retoricheDal greco “esclamazione”. L’epifonema è una figura retorica che rappresenta una sentenza morale espressa in tono solenne e generalmente in forma esclamativa: “Più si dà e meno si riceve: questa è la giustizia del mondo!”.

 

23. Figure retoriche: l’eufemismo

Si tratta di una figura retorica che attenua frasi o espressioni un po’ forti o pesanti o irriguardose. Per esempio: “È passato a miglior vita” anziché dire “È morto”.

 

24. Figure retoriche: l’invettiva

L’invettiva è una figura retorica che consiste nello scagliarsi con violenza, in una frase o in un intero discorso, contro qualcuno o contro qualcosa. Un esempio: “Ahi Pisa, vituperio de le genti”.

 

25. Figure retoriche: l’ipallage

Questa figura retorica, che trae il suo nome dal greco antico “inversione”, consiste nell’invertire la relazione normale tra due termini. Un esempio di ipallage: “dare i venti alle vele” anziché “dare le vele ai venti”.

 

26. Figure retoriche: l’iperbato

Dal greco “trasposizione”, l’iperbato è una figura retorica che rappresenta una forma ardita d’inversione nella costruzione di un periodo. Un esempio: “La libera dei padri arte fiorì”.

 

27. Figure retoriche: l’iperbole

Questa è una delle figure retoriche che più usiamo senza accorgerci. Esagera i fatti. Esempi: “Sta antipatico a tutto il mondo”. “C’era un chilometro di coda in posta”.

 

28. Figure retoriche: l’ipotiposi

Dal greco “rappresentazione”. Si tratta di una figura retorica che rappresenta una descrizione vivace e pittorica. Per esempio: “Come lion di tori entro una mandra or salta a quello in tergo e sì gli scava con le zanne la schiena, or questo fianco addenta or quella coscia”.

 

29. Figure retoriche: l’ironia

Una figura retorica, detta anche sarcasmo, che è piuttosto curiosa. Già, perché chi usa l’ironia dice una cosa, ma in realtà vuole significare il suo contrario. Un esempio: “Un’ora che ti aspetto: sei in anticipo!”.

 

30. Figure retoriche: la litote

Esprime un’idea negando il suo contrario. Alcuni esempi: “Quella ragazza non è mica brutta”, “I tuoi voti non sono tanto belli”. “Le vendite non vanno molto bene”.

 

31. Figure retoriche: la metafora

Forse la figura retorica più nota di tutte. Serve a trasportare una parola in un contesto diverso dal suo, per fare un paragone. Alcuni esempi: “Sei un somaro”, “Oggi mi sento forte, mi sento una roccia”, “Ha il cuore di pietra”.

 

32. Figure retoriche: il metalogismo

figura retorica

Una figura retorica che modifica il valore logico di una frase, violando le regole di veridicità e facendo perdere all’intero periodo il suo significato letterale. Un esempio: “Quella ragazza è bella da morire”. Appartengono alla categoria dei metalogismi l’iperbole, il paradosso, l’ironia, la reticenza e l’eufemismo.

 

33. Figure retoriche: la metonimia

Sostituisce una parola con un’altra con cui ha un rapporto di dipendenza logica. Esempi: “Leggo con piacere Magris”, “Amo la palla a spicchi”, “Hanno ritrovato un Caravaggio”.

 

34. Figure retoriche: l’omoteleuto

Dal greco “uguale terminazione”, si tratta di una figura retorica che consiste nell’accostamento di due o più vocaboli le cui ultime lettere hanno un suono identico. Per esempio: “Non sa ch’oltre il beccare, il cantare, l’amare, ci sia qualch’altra felicità”.

 

35. Figure retoriche: l’onomatopea

Questa figura retorica è una forma tipica di armonia imitativa, che appare in quei vocaboli creati per riprodurre, mediante accostamento di sillabe, un suono o un rumore. Un esempio di onomatopea: “Un cocco! Ecco ecco un cocco, un cocco per te!”. (Si vuole imitare il coccodè della gallina che ha fatto l’uovo).

 

36. Figure retoriche: l’ossimoro

Una figura retorica molto usata in poesia. È un’antitesi in cui le due parole contrapposte ne indicano una terza che deriva dalla loro contrapposizione. Un esempio: “Un buio accecante”.

 

37. Figure retoriche: il paradosso

Si ha un paradosso quando, in una frase, si parte da premesse plausibili ma si arriva ad assurdità illogiche. Per esempio: “Lo so di mentire, dico la verità”.

 

38. Figure retoriche: il parallelismo

Questa figura retorica consiste nello sviluppare un concetto disponendo in modo simmetrico brevi enunciati. Un esempio: “Occhi azzurri, capelli biondi”.

 

39. Figure retoriche: la paronomasia

Una figura retorica che è un giro di parole usato per designare un concetto che dovrebbe essere espresso col suo nome specifico. Per esempio: “la città eterna” in luogo di “Roma”.

 

40. Figure retoriche: la perifrasi

È un giro di parole per descrivere un concetto invece di esprimerlo col suo nome specifico. Due esempi: “La mia dolce metà”, “Il frutto del mio sudore”.

 

41. Figure retoriche: il pleonasmo

Si tratta di una figura retorica in cui si ha un’aggiunta di parole o elementi grammaticali esplicativi a un’espressione già computa dal punto di vista sintattico. La si usa per dare alla frase una maggiore forza, chiarezza o efficacia. Un paio di esempi: “Dai Alessandro, scendi giù!”, “A me che me ne importa?”.

 

42. Figure retoriche: il polisindeto

figure retoricheQuesta figura retorica è una coordinazione di vari elementi di una proposizione o di varie proposizioni mediante la ripetizione della medesima congiunzione. Un esempio: “E pioggia e neve e gelo sopra la terra ottenebrata versa”.

 

43. Figure retoriche: la preterizione

Dichiara di tacere una cosa e invece la afferma. Esempi: “Non voglio dire che tu debba studiare di più, ma hai visto i tuoi voti bassi?”, “Non ti dico le feste!”.

 

44. Figure retoriche: la prosopopea

Si tratta di una figura retorica che attribuisce alle cose facoltà umane. Alcuni esempi di prosopopea: “Il vento fischia”, “Il dovere mi chiama”, “La rabbia lo divora”.

 

45. Figure retoriche: la reiterazione

La reiterazione è una figura retorica che consiste nel ripetere lo stesso concetto con altre parole oppure nell’esprimere approvazione verso un concetto già espresso precedentemente. Un esempio: “Quell’uomo è morto, non c’è più, è scomparso!”.

 

46. Figure retoriche: la reticenza

Una figura retorica che consiste nel sospendere una frase senza ultimarla, lasciando intendere al lettore la parte finale, normalmente reso in grafica con i tre puntini di sospensione. Per esempio: “So da certi ragguagli che è un uomo che non ha tutta quella prudenza, tutti quei riguardi…”, “O frati, i vostri mali… Ma più non dissi”.

 

47. Figure retoriche: la sermocinatio

Si tratta di una figura retorica che usiamo spesso nella lingua parlata, anche se non ci badiamo. Abbiamo una sermocinatio quando, in un dialogo con un’altra persona, rappresentiamo una terza persona, imitandone lo stile invece di riportarlo in forma indiretta.

 

48. Figure retoriche: la sillessi

Questa figura retorica esprime una concordanza a senso, per cui un elemento della proposizione non si accorda secondo le norme grammaticali con il termine a cui si riferisce. Per esempio: “Per tutto c’è degli aizzatori”.

 

49. Figure retoriche: la similitudine

Al pari della metafora, è una delle figure retoriche più conosciute e usate. È un paragone fatto con la parola come. Ecco alcuni esempi di similitudine: “È basso come un tappo”, ” È ricco come un re”, “È agile come una gazzella”.

 

50. Figure retoriche: la sinchisi

Si tratta di una figura retorica che modifica l’ordine sintattico consueto di una frase, sovvertendo la struttura del discorso e producendo una certa difficoltà di comprensione del messaggio. Un esempio di sinchisi: “Le dal Sol percosse Del suo fiotto inegual spume d’argento”.

 

51. Figure retoriche: la sineddoche

Questa figura retorica consiste nel designare qualcosa, anziché col vocabolo proprio, con un altro che abbia col primo un rapporto di quantità, e cioé: la parte per il tutto e viceversa (“il tetto natio” per indicare “la casa”), il singolare per il plurale e viceversa (“il Tedesco e l’Austriaco” in luogo di “i Tedeschi e gli Austriaci”), il termine generico per quello specifico e viceversa (“guadagnarsi il pane” al posto di “guadagnarsi da vivere”).

 

52. Figure retoriche: la sinestesia

Una delle figure retoriche più eleganti. Accosta sensazioni che appartengono a sensi diversi. Alcuni esempi: “La musica classica è più dolce del rock”, “Il rosso è un colore caldo”, “Ho una fame nera”, “Un urlo nero della madre che andava incontro al figlio”.

 

53. Figure retoriche: la tautologia

Si tratta di una particolare figura retorica che consiste nell’aggiungere del contenuto ripetitivo in una frase o in un discorso, con lo scopo di aumentarne l’enfasi. Spesso indica un’ovvietà. Un esempio di tautologia: “Le persone emotive hanno comportamenti emotivi”.

 

54. Figure retoriche: lo zeugma

Questa figura retorica consiste nel far dipendere da un’unica forma verbale due o più termini che richiederebbero ciascuno un proprio verbo. Un esempio di zeugma: “Parlare e lacrimar vedrai insieme”.

 

Altre risorse sulle figure retoriche

Si potrebbero scrivere migliaia di parole su ogni singola figura retorica, a rischio di diventare davvero pedanti. Vi voglio ad ogni modo mostrare un altro paio di risorse su questo argomento. La prima è una presentazione, molto ben fatta, che parla in generale della retorica e della poesia. All’interno del documento, che vi metto qui sotto, troverete una parte dedicata alle figure retoriche e al loro uso. Ci sono degli elementi un po’ più tecnici di quelli che vi ho dato io: chi vuole approfondire li apprezzerà.

Per quanti invece tra voi preferiscono i video, ecco un filmato sulle figure retoriche (dura 15’51”). Osservate quante cose si possano dire su ogni singola figura retorica!

Concludendo…

Una distinzione sulle figure retoriche per i più pignoli. Se i singoli termini di una frase sono usati in una forma diversa da quella consueta, si suol parlare più propriamente di figura stilistica. Un esempio: “eccezion fatta” invece di “fatta eccezione”. Se invece i vocaboli non sono adoperati nel loro significato usuale ma in un altro che ha con il primo un qualche rapporto, è corretto parlare di figura retorica o di traslato.

figure retoricheChe ne pensi di questa lista di figure retoriche? A tuo giudizio, ne manca qualcuna importante? E poi: hai una figura retorica preferita? In genere, quando scrivi, ti capita di usare questi trucchi linguistici consapevolmente?

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7 pensieri su “Figure retoriche: che cosa sono e come usarle

    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Sonia,

      Le figure retoriche servono a dare maggior forza comunicativa alle nostre parole e idee. Le usiamo tutti. Solo che, nella maggioranza dei casi, non ci accorgiamo quando le adoperiamo.

      Rispondi
  1. Matteo il puntiglioso

    L’anadiplosi (mi permetto di far notare anche la L) è diversa dall’anafora. Noto che viene riportato lo stesso esempio per entrambe le figure retoriche mentre mi pare che l’anadiplosi sia diversa in quanto consiste nella ripetizione dell’ultima parola (o di più parole) di una frase nella frase successiva. Es. “ma la gloria non vedo / non vedo il lauro e ‘l ferro ond’eran carchi”.

    Rispondi

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