Punteggiatura: come usarla? Guida alle regole dei segni di punteggiatura

che cos'è la punteggiatura e quali sono le sue regole di utilizzoChe cos’è la punteggiatura? E quali sono le sue regole secondo la grammatica italiana? In effetti, tutti noi sappiamo scrivere, ma quanti tra di noi conoscono perfettamente i segni di interpunzione e le regole alla base del loro uso nei testi?

Eppure la punteggiatura è una parte fondamentale della scrittura. Spesso, è proprio la maestria nel suo uso che distingue uno scrittore professionale da uno che non lo è. Non a caso, Giacomo Leopardi scriveva: “Spesse volte una sola virgola ben messa dà luce a tutto il periodo”. Insomma: trascurare la punteggiatura (e ciò vale anche nei contesti professionali) significa minare l’efficacia della propria comunicazione scritta. È un pericolo che non si deve correre.

Allo stesso tempo, va aggiunto che la punteggiatura è un ambito della scrittura in cui risulta difficile stabilire norme precise. Soprattutto perché molte scelte sono di natura stilistica e perciò strettamente personali.

Questo però non dev’essere un alibi. Soprattutto sul lavoro. Pensiamoci un attimo: come scriviamo è importante, perché riflette come pensiamo e come agiamo. La nostra scrittura dà un messaggio preciso al destinatario. Gli dice chi siamo, e chi è la nostra azienda o il nostro business. Ecco perché dovremmo curare i dettagli, come per esempio quelli della punteggiatura. Forse non sapremo mai perché un nostro preventivo è stato scartato. Forse difficilmente saremo battuti perché abbiamo sbagliato a inserire una virgola o perché abbiamo usato troppo spesso i puntini di sospensione. Ma è meglio non mettersi in quelle condizioni.

 

Che cos’è la punteggiatura?

La punteggiatura (chiamata anche interpunzione) è un sistema di segni che sono usati per iniziare, terminare o separare frasi, parti di frasi o parole.

Alla luce di questa definizione, andiamo a vedere quali sono gli elementi della punteggiatura e a quali regole obbediscono. In effetti, lo studio approfondito della punteggiatura non giova solo ai business writer, ai giornalisti oppure ai web writer, ma in genere a tutte le persone che vogliono elevare la qualità della loro scrittura. E comunicare meglio le proprie idee e le proprie emozioni.

(Il mio intento, comunque, è quello del comunicatore business. Quindi, ti darò suggerimenti per aiutarti nello specifico a scrivere lettere commerciali, offerte, preventivi, e-mail, relazioni e tutti quei documenti aziendali che sono fondamentali per entrare in contatto con i clienti, i fornitori, i partner ecc.).

 

Quanti e quali sono i segni della punteggiatura?

Finalmente è arrivato il momento di andare a considerare quali sono i principali segni della punteggiatura, e come si usano in modo corretto nella lingua italiana.

Una premessa sull’utilizzo di questi segni. Salvo diversa indicazione, ogni segno della punteggiatura va sempre unito all’ultima lettera della parola che lo precede e separato con uno spazio dalla lettera iniziale della parola che lo segue.

 

  • Il punto fermo

    punteggiaturaIl punto fermo è il segno della punteggiatura più usato assieme alla virgola. Serve a chiudere le frasi affermative. Si usa anche per indicare le abbreviazioni delle parole e le sigle. Ed è usato anche con i numeri cardinali oltre mille, per separare tra loro le migliaia (per esempio, 7.000 o 12.000).

 

  • La virgola

    punteggiaturaLa virgola è un altro elemento molto comune della punteggiatura. Il suo uso? Serve a dare una lieve pausa al ritmo della frase. Obbedisce a una sola regola: non dev’essere mai messa tra soggetto e verbo o tra verbo e complemento. Di norma, non si usa prima della congiunzione e, prima di eccetera e tra due frasi unite dalle congiunzioni e o.

 

  • Il punto e virgola

    punteggiaturaIl punto e virgola è un segno di interpunzione che indica una pausa più forte della virgola, ma più leggera del punto. Si usa oramai poco nella scrittura su carta. Nella scrittura sul web non è praticamente mai stato preso in considerazione, fin dagli inizi.

 

  • I due punti

    punteggiaturaI due punti spiegano il contenuto della frase che li precede. Sono un segno di punteggiatura che si può usare una sola volta per frase. Nell’indicazione numerica delle ore, i due punti separano le ore dai minuti (per esempio, 10:35).

 

  • I tre puntini di sospensione

    punteggiaturaSpesso abusati nella punteggiatura, i tre puntini di sospensione indicano una pausa prima di una frase importante. Possono essere messi all’inizio della frase (separati da uno spazio dalla parola successiva) o alla sua fine (attaccati all’ultima parola e senza punto finale). Va ribadito che… sono tre! Quindi, non se ne può mettere un numero a propria discrezione.

 

  • Il punto esclamativo

    punteggiaturaIl punto esclamativo sta a indicare una frase pronunciata in modo enfatico. Si tratta di un segno della punteggiatura di cui è bene non abusare, se si vuole mantenere una certa sobrietà nella propria scrittura. Ciò è vero soprattutto nel business writing.

 

  • Il punto interrogativo

    punteggiaturaIl punto interrogativo serve a indicare una frase che contiene una domanda. Ne viene che il punto interrogativo è uno dei segni della punteggiatura più presenti negli scritti in lingua italiana.

 

  • Il trattino

    punteggiaturaDa qui in poi, cominciano quelli che sono i segni di punteggiatura meno usati o di cui, addirittura, molti di noi ignorano l’esistenza. Il trattino serve a indicare il segno di a capo a fine riga. E si usa anche per unire due parole correlate (per esempio, il dizionario italiano-inglese). Unisce parole formate da lettre uguali ripetute: zig-zag. Indica inoltre un intervallo tra due cifre: La guerra del ’40-’45, Ci sono circa venti-trenta persone.

 

  • La lineetta

    punteggiaturaLa lineetta, chiamata anche trattino di separazione, ha una lunghezza circa doppia del trattino. Il suo ruolo nella punteggiatura è molto simile a quello della virgola e, nello specifico, è usata in genere per isolare una frese incidentale, cioè una frase che non ha alcun legame grammaticale o sintattico con le altre frasi del periodo, al punto che si può anche togliere senza che il significato del resto del periodo subisca alterazione.

 

  • Le virgolette

    punteggiaturaLe virgolette sono uno dei segni della punteggiatura più soggetti a un uso arbitrario. In realtà, esistono delle regole piuttosto chiare circa il loro utilizzo. Diciamo subito che esistono tre diversi tipi di virgolette, e che ciascuno di essi ha compiti specifici. Capiamo meglio.

    Le virgolette caporali o basse sono segni della punteggiatura usati per:

    • i dialoghi.
    • le citazioni in prosa.
    • le parole che vengono usate in un senso diverso dal loro.
    • le traduzioni di termini o espressioni brevi da un’altra lingua.
    • i titoli di periodici citati nei riferimenti bibliografici.
    • le parole da scrivere in corsivo, quando il corsivo non è opportuno.


    Le virgolette alte sono invece dei segni di interpunzione adoperati per le parole che andrebbero messe tra virgolette caporali all’interno dei dialoghi.

    Infine, ci sono gli apici, che sono segni di punteggiatura che si usano per le parole che andrebbero messe tra virgolette all’interno delle virgolette alte.

 

  • Le parentesi tonde

    punteggiaturaEcco un segno che tutti credono di saper usare in modo corretto, eppure le regole ci dicono altro. In punteggiatura, le parentesi tonde si usano per racchiudere un inciso o un’indicazione accessoria. Ma servono anche a:

    • dare un’indicazione accessoria, come un rimando o un breve esempio.
    • completare i riferimenti bibliografici, racchiudendo la dicitura a cura di, il titolo di opere straniere non pubblicate nella nostra lingua, l’anno di ristampa oppure le date dei periodici.
    • indicare l’ordine di esecuzione delle operazioni nelle espressioni polinomiali in matematica.

 

  • Le parentesi quadre

    punteggiaturaEh, sì: si usano non solo in matematica, ma anche negli scritti non tecnici. Nello specifico, le parentesi quadre sono segni della punteggiatura che servono a:

    • racchiudere nelle note le abbreviazioni [N.d.T.] e [N.d.C.].
    • inserire un commento o una precisazione in una citazione.
    • racchiudere le integrazioni alla bibliografia di un libro tradotto, nei riferimenti bibliografici.
    • indicare l’ordine di esecuzione delle operazioni nelle espressioni polinomiali in matematica.

 

  • Le parentesi graffe

    punteggiaturaE chi l’avrebbe mai detto? E invece è così: esistono pure queste. E a che regole obbediscono? In punteggiatura, le parentesi graffe si usano per queste due sole situazioni:

    • indicare l’ordine di esecuzione delle operazioni nelle espressioni polinomiali in matematica.
    • alcune esigenze particolari in filologia.

 

  • La barra obliqua

    punteggiaturaIl nostro elenco di simboli strani continua. La barra obliqua, posta tra due termini, indica la scelta alternativa tra i due. Questo segno non richiede spazi prima e dopo di sé. Però, se le esigenze grafiche lo richiedono, si può farla precedere e seguire da uno spazio.

 

  • La barra verticale

    punteggiaturaLa barra verticale può essere singola ( | ) oppure doppia ( || ). Questi due simboli della punteggiatura si usano rispettivamente per separare i versi citati e le strofe dei brani di poesia citati tra virgolette direttamente all’interno di un testo. Come puoi notare, non se ne fa un utilizzo certamente quotidiano.

 

  • L’asterisco

    punteggiaturaL’asterisco è un segno di interpunzione che si usa talvolta come rimando per una nota a piè di pagina, specialmente se si tratta di una nota isolata e soprattutto se essa è apposta a un titolo. In qualche caso, un solo asterisco oppure, più spesso, tre asterischi consecutivi segnalano un’omissione volontaria da parte dell’autore del testo. Infine, in alcuni contesti specifici, questo segno della punteggiatura può avere valori particolari, come in linguistica, dove l’asterisco precede gli etimi che non sono attestati.

 

  • Le parentesi uncinate

    punteggiaturaSiamo alla fine del nostro elenco. Le parentesi uncinate sono uno dei segni di punteggiatura tra i più rari da incontrare in un testo scritto. Si adoperano più che altro in alcuni settori molto specialistici, come per esempio la filologia e l’informatica. Quindi, il loro uso è confinato a testi marcatamente specialistici e tecnici.

E per finire ecco un video che parla proprio delle regole della punteggiatura nei testi scritti della lingua italiana e che invito a guardare perché molto istruttivo.


 

Qualche altra curiosità sulla punteggiatura

Ecco alcune curiosità sull’uso dei segni della punteggiatura:

  • Nelle citazioni non si deve fare alcun tipo di modifica sulla punteggiatura dell’autore.
  • Meglio non usare la virgola prima della congiunzione e, tra due frasi unite dalle congiunzioni e o, per isolare dal resto brevi avverbi o congiunzioni (a meno di volerli evidenziare), prima di eccetera o della sua abbreviazione ecc.
  • Le norme di punteggiatura vogliono che il prefisso ex si scriva sempre senza trattino e staccato dalla parola a cui si riferisce.
  • La parentesi che apre non deve mai esser preceduta da alcun segno di punteggiatura. Se ci sono segni di interpunzione, essi vanno collocati dopo la parentesi di chiusura.
  • Quando una citazione tra virgolette coincide con la fine del paragrafo, le regole di punteggiatura voglione che il punto finale vada messo al di fuori delle virgolette. Questo vale anche se la citazioni terminano con un punto esclamativo, con un punto interrogativo o con i puntini di sospensione.

 

L’importanza della punteggiatura: qualche esempio

la punteggiatura e le sue regoleNon tutti sono convinti dell’importante ruolo che la punteggiatura gioca in uno scritto (anche commerciale). Facciamo allora un paio di esempi divertenti e che fanno riflettere. Osservate bene come cambia il senso delle frasi al cambiare della loro punteggiatura.

Sono vivo e vegeto.
Sono vivo. E vegeto.

Vado a mangiare, nonna.
Vado a mangiare nonna.

Insomma: la punteggiatura è un elemento fondamentale del discorso. È evidente. Fare un uso trascurato dei segni di punteggiatura significa mettere in difficoltà il lettore, perché il senso dei messaggi diventa parecchio difficile da capire. In alcuni casi, vuol dire addirittura esporsi al ridicolo!

 

La punteggiatura sul web: che cosa cambia rispetto alla carta?

Vale la pena spendere qualche parola anche sull’uso della punteggiatura online. La cosa più evidente è che, sui siti e sui blog, si usano meno segni di interpunzione che sulla carta.

Chi scrive sul web è infatti abituato a usare soltanto i segni della punteggiatura più comuni. Per esempio, quasi nessuno usa il punto e virgola online. Quasi tutti si limitano all’uso del punto fermo, della virgola, dei due punti, del punto interrogativo, del punto esclamativo e delle parentesi tonde. Per approfondire questo argomento, leggi il mio post sulla punteggiatura sul web.

 

In conclusione…

Ecco, questo era l’elenco degli elementi principali della punteggiatura, con le loro regole d’uso. Insomma: si tratta senza dubbio di un elemento della scrittura affascinante, ma al tempo stesso complesso da padroneggiare. Così complesso che, a volte, capita che perfino i grandi scrittori bisticcino con i segni e con le loro regole e convenzioni d’uso!

Tu conoscevi già tutti questi aspetti particolari dei segni di punteggiatura? Ne conoscevi le più comuni norme di utilizzo nei testi scritti? Lascia un commento qui sotto per condividere con tutti noi il tuo pensiero e come usi la punteggiatura!

 

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quali sono le regole della punteggiaturaQuesto post è una guida su che cos’è la punteggiatura e su quali sono le regole d’uso dei suoi segni ed è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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