Gli Italiani e la lettura nel 2013

gli Italiani e la lettura nel 2013Un’interessante infografica pubblicata su Visiwa ci mostra alcuni dati recenti sul rapporto tra gli Italiani e la lettura.

Vi preannuncio che la situazione, come si può facilmente immaginare, non è certo rosea. Ecco alcune delle osservazioni che emergono dall’infografica e che sono aggionate a questo 2013:

  • Ogni anno si stampano in Italia una media di 3,5 libri per abitante, ma il 46% degli Italiani legge a malapena un solo libro per anno. Un altro 46% di nostri connazionali legge invece da uno a tre libri al massimo in un anno.
  • Le donne leggono più degli uomini: il 51,9% delle donne italiane legge libri contro solo 39,7% degli uomini italiani.
  • Milano è la città in cima alla classifica di lettura, sia per i libri in formato cartaceo sia per i libri in formato e-book. Milano è anche in cima alle classifiche di lettura dei principali generi letterari.
  • Il prezzo medio di un libro cartaceo è di 20 euro e 45 centesimi, mentre il prezzo medio di un e-book è di 11 euro e 7 centesimi.

Situazione pessima, dicevamo, e i dati sopra lo confermano ampiamente. Se ne può quindi dedurre che stiamo diventando sempre più una nazione di non lettori? Forse non è detto, perché qualche timida speranza di riscossa c’è. In effetti, la quota di bambini e di ragazzi tra i 6 e i 17 anni che ha letto almeno un libro nel tempo libero è passata dal 50,2% del 2005 al 57,9% del 2013. Pare cioè che le ultime generazioni si stiano dedicando molto di più alla lettura delle precedenti, e questo è un dato molto incoraggiante.

Interessante poi il parere di Piero Dorfles, espresso nell’intervista sottostante. Ogni anno, in Italia, si pubblicano 60.000 titoli: sono davvero tantissimi, secondo il giornalista e critico letterario triestino. Sono fin troppi, aggiungerei io. In effetti, siamo sicuri che il gran volume di titoli pubblicati sia accompagnato da un’adeguata qualità? E poi è chiaro che, sommersi da una offerta editoriale così sovrabbondante, una gran parte di questi titoli finiscano per avere un unico lettore: il loro autore!  🙂

Secondo Dorfles, c’è però anche qui una nota positiva: si evidenzia in effetti una grande partecipazione da parte degli Italiani ai festival e agli eventi culturali. E questo è sintomo di un desiderio di approfondire temi poco o per nulla affrontati da radio e televisione. Chissà se gli editori italiani riusciranno a convogliare questi bisogni verso i libri…

 

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