Il discorso diretto: come scrivere i dialoghi

discorso direttoCome riportare un discorso diretto nei nostri scritti? Cioè: come scrivere dialoghi in modo corretto? Come esprimere le parole e i pensieri delle persone in modo stilisticamente perfetto?

Le difficoltà collegate al discorso diretto si riducono più che altro alla punteggiatura da adoperare in esso. In effetti, le domande fatte sopra potrebbero riassumersi in questa: che punteggiatura occorre usare nel riportare i dialoghi delle persone?

Diciamo subito che nel discorso diretto i dialoghi vanno racchiusi tra virgolette basse. L’uso della lineetta non è scorretto, soprattutto quando il dialogo procede per botta e risposta su righe diverse. Però, anche in questo caso, è meglio racchiudere i dialoghi tra le persone nelle virgolette basse.

Più sotto, riporto alcuni esempi di discorso diretto. In effetti, si fa prima a veder applicate queste norme di punteggiatura che a descriverle lungo interminabili paragrafi, in maniera sostanzialmente poco pratica, poco comprensibile e molto noiosa!

Prima di procedere con gli esempi di discorso diretto, vorrei però ricordare che, in linea generale:

 

  • Il punto finale di un discorso diretto va sempre dopo la virgoletta di chiusura. Il punto che chiude i dialoghi tra persone va messo anche nel caso in cui il dialogo all’interno delle virgolette si chiuda con un punto esclamativo, con un punto interrogativo o con i tre punti di sospensione.

 

  • Nel discorso diretto, il verbum dicendi non va mai preceduto da alcun segno di punteggiatura. Nemmeno quando il verbo segue il dialogo.

 

Ecco dunque alcuni esempi di discorso diretto che illustrano e rendono più chiare le varie casistiche possibili nei dialoghi:

 

Il web writer si fece avanti e disse: «La SEO è importante. La search engine optimization conta anche nel web writing».

Un redattore si avvicinò al web content editor e gli spiegò: «Già, la SEO conta davvero tanto!».

Il web designer aggiunse: «E che dire poi della web usability?».

Un SEO specialist allora disse: «Anche se il tema è il discorso diretto, esiste pure il search engine marketing…».

«Il lavoro di community manager potrebbe essere una buona alternativa» disse un blogger.

Il web writer annuì: «Hai ragione» disse. «Non c’entra col discorso diretto, ma è un’idea valida».

«Stiamo attenti a non mettere troppa carne al fuoco» aggiunse un altro SEO specialist «sennò faremo confusione».

«Hai detto bene» aggiunse il redattore «tutto sommato, questo è un post sul discorso diretto».

 

Un’osservazione. Se una frase del discorso diretto viene interrotta dal verbum dicendi, la parola che inizia la seconda metà della frase del dialogo vuole l’iniziale minuscola.

Ecco, questo è tutto quel che c’è da sapere sul discorso diretto. Nella lingua italiana, i dialoghi si devono scrivere secondo queste norme. Tu le conoscevi e le usavi già? Lascia un commento per dire come costruisci il discorso diretto nelle tue comunicazioni scritte!

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2 pensieri su “Il discorso diretto: come scrivere i dialoghi

  1. Daniele

    Sono scettico sul punto all’esterno delle virgolette. Io uso così, ma non sono convinto che sia la cosa giusta.
    Non sono invece d’accordo sul punto dopo le virgolette quando c’è già un punto esclamativo o interrogativo all’interno.

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Daniele,

      In effetti, è stato faticoso per me raccapezzarmi tra tutte le consuetudini redazionali sul discorso diretto delle varie case editrici!

      Diciamo che quelle che ho postato sono le consuetudini più diffuse. O così dovrebbe essere. Concordano anche con le indicazioni dei manuali di redazione che ho.

      In realtà, come sa bene un grande professionista della scrittura come te, si fa fatica a trovare indicazioni precise. E non solo nel discorso diretto, ma addirittura nella punteggiatura! Se poi ci aggiungiamo le scelte che provengono dai gusti stilistici personali… :-)

      Strano che nel corso dei secoli nessuno si sia mai preso la briga di sistemare queste cose. Sarà così anche negli altri Paesi? Oppure è un tipico ritardo italiano?

      Replica

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