Professione correttore di bozze: intervista a Elena Colombo

correttore di bozzeLa correzione bozze è un mestiere del settore editoriale di cui si parla molto poco, ma che è fondamentale per garantire la qualità delle nostre letture. In effetti, è proprio grazie alla professionalità del correttore di bozze che possiamo acquistare libri scritti in italiano perfetto.

In passato, per un breve periodo, mi sono occupato anch’io di correzione bozze. Avevo perciò una grande curiosità di intervistare un correttore di bozze professionista. La mia scelta è caduta su Elena Colombo, venticinque anni di lavoro nell’editoria e freelance dal 2000.

È un piacere ospitare Elena nel mio blog e poterle rivolgere qualche domanda. Conosciamola meglio e sentiamo che cosa ha da raccontarci sulla correzione bozze e sul mondo dei freelance nell’editoria.

 

Ciao, Elena, e grazie per la tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: qual è la tua formazione? Da dove nasce la tua passione per la correzione bozze?
Grazie a te per questa intervista e per lo spazio che mi dedichi sul tuo blog. Il mio primo lavoro dopo il liceo è stato in una casa editrice e da subito ho capito che era il mondo che mi interessava veramente. Sono stata anche in altre aziende ma per poco tempo, non riuscivo a vedermi fuori dalla carta stampata. Ho lavorato per parecchi anni in una casa editrice piccola. Il vantaggio delle dimensioni ridotte è che tutti dovevano saper fare un po’ di tutto, e ho iniziato così ad avvicinarmi anche al mestiere di correttore di bozze. Quando l’editrice ha chiuso mi sono messa in proprio e uno dei primi incarichi è stato proprio la correzione bozze. Sono passata da una a quattro riviste mensili, per cui, anche se avevo già le basi, la formazione in realtà è avvenuta sul campo.

 

Nella mia esperienza di redattore, mi sono occupato anche di correzione bozze. Siccome sono piuttosto pignolo, ottenevo buoni risultati. Un trucco che usavo spesso era quello di rileggere al contrario i testi. Lo fa anche un correttore di bozze professionista? Ci sveli qualche altro trucco per scovare gli errori nei nostri scritti?
Nella prima casa editrice in cui ho lavorato i correttori di bozze leggevano i testi al contrario, ma si trattava di pubblicazioni legali e amministrative, piene di leggi e numeri che non potevano assolutamente essere sbagliati. Io non l’ho mai fatto, ma potrebbe essere una buona idea, soprattutto se applicata ai propri scritti. Chi scrive, infatti, molto spesso non riesce a vedere gli errori, credo che sia dovuto al fatto che si è concentrati su altri obiettivi. Sarebbe sempre meglio far leggere i testi a qualcun altro, il refuso è un mostro che riesce a mimetizzarsi benissimo! Essere pignoli è comunque un ottimo punto di partenza, non puoi fare il lavoro del correttore di bozze se non hai l’attitudine alla ricerca quasi maniacale della precisione.

 

Che differenza c’è tra correzione bozze ed editing?
correzione bozzePer correzione bozze di solito si intende l’individuazione degli errori ortografici, grafici e di punteggiatura. L’editing invece agisce anche sul testo, laddove non è sufficientemente chiaro o scorrevole, o presenta delle incoerenze. L’editor cerca di migliorare la forma suggerendo alternative. Però io non li ho mai proposti come due servizi distinti. Per me è impensabile limitarmi a mettere a posto un accento o un apostrofo e ignorare una frase che potrebbe essere migliorata. In un testo gli elementi da verificare sono sempre tanti per poter mantenere nettamente separate l’attività di editor e quella di correttore di bozze.

 

Mi capita spesso di leggere libri che contengono parecchi errori. Secondo te, a che cosa è dovuto?
Escludendo le case editrici più famose, che continuano a editare volumi molto curati, quelle più piccole, peraltro presenti sul mercato in numero elevato, pubblicano libri pieni di errori. Talvolta sono addirittura imbarazzanti e questo vuol dire che sono stati dati alle stampe senza la benché minima correzione bozze.
Io credo che nel tempo si sia consumata una progressiva sottovalutazione del correttore di bozze, e non lo dico come correttrice ma come persona che ama la scrittura. Una sciatteria che diventa un insulto, una mancanza di rispetto sia nei confronti del lettore, che è comunque anche un cliente che ha sborsato una certa cifra, sia dell’autore. La stessa cosa vale per i siti. Ne ricordo uno infarcito di termini inglesi, tutti rigorosamente sbagliati. L’effetto poteva solo essere esilarante, se non fosse stato che ero lì come potenziale compratore. Da qui, associare la cialtroneria del testo alla qualità dei loro prodotti è stata una cosa sola.
Ci sarebbe da chiedersi se vale la pena continuare a disinvestire sulla qualità, come se un testo corretto fosse un fattore secondario per il quale non vale la pena perdere tempo.

 

Ti occupi non solo di correzione bozze, ma anche della titolazione di articoli per il web. Quali sono i requisiti di un titolo efficace?
È un incarico che mi è stato affidato di recente, quindi su questo argomento non ho alcuna pretesa di salire in cattedra. Penso comunque che nel flusso continuo di informazioni l’importante sia attrarre l’attenzione, suscitare curiosità, cercare di focalizzare il tema in quelle poche parole che formano un titolo in modo che si capisca subito qual è l’argomento del pezzo, e anche modulare il linguaggio in base al target del lettore interessato a leggere quel determinato articolo. Ricordo che alcuni anni fa sembrava quasi essere diventata una moda riprendere e riadattare titoli di libri o film famosi, così capitava ad esempio di vedere decine di articoli titolati con “L’insostenibile leggerezza di questa o quella cosa”. Ecco, reiterare all’infinito uno stile lo trovo un esercizio di poca fantasia e decisamente noioso.

 

In base alla tua esperienza, quali competenze deve avere un bravo correttore di bozze?
correttore di bozzeL’attività di correzione bozze implica sicuramente un’ottima conoscenza dell’italiano, una buona cultura generale e la voglia di tenersi aggiornato. E poi un amore esagerato per la lettura. Per due ragioni: la prima è che solo leggendo tanto si entra veramente nel concetto di scrittura, l’altra è che non sempre i testi su cui lavori sono interessanti, ma se sei del genere che leggi anche le carte di caramelle, riesci a tenere alto il livello di concentrazione e memoria, che sono fondamentali in questo lavoro. Non essere superbi credendo di sapere tutto, non dare mai niente per scontato, farsi venire i dubbi ma nello stesso tempo non partire dal presupposto che chi scrive ne sa più di noi. Spesso gli articoli contengono più di un’imprecisione, sta al correttore di bozze verificare che quanto riportato sia corretto. E, come dicevo prima, amare la precisione. Tecnicamente, poi, esistono regole universali per la correzione bozze e altre che invece variano da editore a editore. Un discorso a parte sono le case editrici specializzate nella pubblicazione di testi scientifici o tecnici, lì sono richieste competenze specifiche per questi settori.

 

Appartieni al variegato mondo dei freelance. Quali sono i pro e i contro di questa tua scelta?
Credo che nel mondo dei freelance i pro e i contro si intersechino, non si può veramente elencarli in maniera distinta. Ad esempio, non ti adagi mai sul lavoro che hai e su quello che già sai fare. Cerchi sempre in te nuove risorse, spazi alla ricerca di idee e ti sforzi di lavorare al meglio e questo può essere considerata una bella cosa, però lo fai perché non puoi contare su un contratto blindato o su un incarico che durerà per sempre. Poi magari credi di essere relativamente libero perché non hai un capo che ti controlla a vista, in realtà ogni cliente è il tuo capo, per cui non ne hai uno ma molti di più.

 

Facciamo finta che io sia un giovane correttore di bozze freelance. Dammi un paio di consigli a bruciapelo per evitare gli errori classici dei freelance esordienti.
Stare attento a tutto, dalla virgola alla grafica, adeguarsi alle richieste di chi commissiona il lavoro, se necessario dare suggerimenti ma non cercare mai di sostituirsi all’autore del pezzo e rispettarne sempre lo stile.
E se mi concedi un po’ di umorismo, una volta ho avuto a che fare con un giovane correttore di bozze, aveva una lattina di birra sulla scrivania e gli ciondolava la testa dal sonno. Ecco, magari è consigliabile evitare una situazione di questo tipo.

 

Puoi consigliarci un libro o un sito web sulla correzione bozze che hai trovato davvero formativi?
No, perché io ho imparato prima dai colleghi che facevano questo lavoro e in seguito occupandomi di riviste, libri e anche racconti e saggi di privati. Sicuramente ne esisteranno, so che ci sono anche dei corsi dove insegnano i simboli della correzione bozze e le regole fondamentali. Ma credo che un libro o un sito siano solo da considerarsi come una base, un primo scalino per capire di cosa si sta parlando. Perché in realtà le pubblicazioni, le forme di comunicazione, gli argomenti sono tanti e diversi e un bravo correttore di bozze sa che uno stile di scrittura, un corsivo, un grassetto non valgono per tutti.

 

Per finire: quali sono i tuoi progetti professionali nel breve periodo? E nel lungo?
Nel brevissimo periodo, cioè dopo l’ultimo punto a questa intervista, andare a vedere i nuovi racconti che mi ha inviato un mio cliente per la correzione bozze. So già che ci sarà un po’ di lavoro da fare ma, come li ho definiti io, sono “ricordi preziosi”. Non conosco questo signore di persona ma da anni periodicamente mi affida i suoi scritti, così mi sembra che mi abbia un po’ fatto entrare nella sua vita. Nel medio e lungo periodo c’è una promozione da fare insieme a una web agency e spero che questa specie di joint venture porti buoni frutti, ma per scaramanzia preferisco non scendere in particolari.

 

Ringrazio Elena per la disponibilità che mi ha dimostrato e per aver reso questa intervista indubbiamente interessante. Grazie alle sue parole, adesso conosciamo meglio la correzione bozze e quanto sia fondamentale il lavoro di un bravo correttore di bozze per una casa editrice!

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4 pensieri su “Professione correttore di bozze: intervista a Elena Colombo

  1. Sara Crimi

    Grazie per questo articolo, molto interessante.
    Mi permetto di dissentire solo sul punto:

    “Mi capita spesso di leggere libri che contengono parecchi errori. Secondo te, a che cosa è dovuto?
    Escludendo le case editrici più famose, che continuano a editare volumi molto curati, quelle più piccole, peraltro presenti sul mercato in numero elevato, pubblicano libri pieni di errori.”

    perché purtroppo anche le grandi CE non sono esenti da scivoloni redazionali, probabilmente per l’eccessiva fretta con cui si pubblicano certi libri.
    Consiglierò senz’altro questa intervista ai miei corsisti.
    Sara Crimi

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Grazie Sara della tua opinione!

      In effetti, è davvero una gran bella intervista: dà un’idea molto chiara del mestiere del correttore di bozze e di quanto sia fondamentale la correzione bozze.

      Ciao!

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  2. Dizionario

    Peccato per gli errori d’interpunzione. Quanti strafalcioni sintattici! Per questo ci ritroviamo con libri zeppi di obbrobri. Mah

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  3. Merche

    Non so se utilizzate qualche strumento per aiutarvi nella revisione. Penso che questi strumenti siano utili.
    Vi lascio il link di STILUS (revisore ortografico, grammaticale e di stile). È disponibile in 4 lingue e si può provare gratis qui: http://www.mystilus.com/Home

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