Un business writer somiglia a Carl Theodor Dreyer

DreyerCi sono artisti che hanno fatto dell’arte del togliere (contrapposta a quella dell’accumulare) la loro cifra stilistica. È successo un po’ in tutti i campi: nella letteratura, nella pittura, nel cinema. Carl Theodor Dreyer, il grande cineasta danese, è appunto famoso (anche) per questa sua capacità di inseguire e cogliere l’essenziale in ogni scena dei suoi film.

In questo caldo mese di agosto, mi sto dedicando alla lettura di diversi libri, le cui recensioni pubblico via via sul blog. Tutte queste letture mi hanno giovato: i miei pensieri sono stati contaminati dalla varietà dei temi di cui ho letto. E così mi sono venute idee nuove, stimolate dall’aver cambiato il punto di osservazione su alcune cose. O stimolate dall’aver avvicinato argomenti che di solito non affronto. Continua a leggere…

5 abitudini extralavorative per scrivere di più (e meglio)

digital marketingEsistono abitudini extralavorative che ci aiutano a essere più efficaci sul lavoro? Sì, certamente. Così come esistono abitudini che ci aiutano ad avere più salute, allo stesso modo esistono abitudini non strettamente lavorative che ci aiutano a lavorare meglio, in modo più efficiente e più efficace.

Sembra paradossale che qualcosa che facciamo con uno scopo che è tutt’altro che lavorativo ci possa aiutare anche nel lavoro. Eppure è così. E questo vale anche per i web writer e, in generale, per i business writer. Ci sono in effetti delle abitudini che vanno al di là della sfera lavorativa che ci permettono di scrivere di più e meglio. Ci fanno diventare cioè più produttivi e più efficaci, sia che ci occupiamo di scrittura online che di scrittura per la carta. Continua a leggere…

Content that converts, di L. Hanly [RECENSIONE]

content that convertsCon quali parole introdurre la recensione di un libro come Content that converts (lo puoi trovare su Amazon.it) di Laura Hanly? Lo faccio citando un aneddoto personale. Tempo fa, ho tenuto un corso presso un importante ente. A un certo punto della giornata formativa, stavo parlando dell’importanza per le aziende di produrre contenuti online. Una partecipante alza allora la mano e osserva: “Sì, ma il content marketing funziona solo nel B2C. Nel B2B è impossibile produrre contenuti che abbiano la stessa efficacia, visto che il target del B2B sono le aziende e non le persone”.

Non mi fu difficile smontare questo suo pregiudizio. In effetti, esistono vari studi e statistiche che testimoniano l’efficacia del content marketing anche nel B2B. Questo post è esso stesso un esempio di come il marketing dei contenuti nel B2B dia risultati: tu l’hai trovato e lo stai leggendo. Di più: l’intero mio blog è un esempio di come il marketing dei contenuti funzioni anche nel B2B. In effetti, il blog si rivolge a un target business (imprenditori e direttori marketing) e ha lo scopo di fargli conoscere la mia professionalità di consulente aziendale. E centra in pieno l’obiettivo, perché genera contatti di persone interessate a una mia consulenza. Continua a leggere…

Growth hacking, L. Barboni e F. Simonetti [RECENSIONE]

growth hackingForse hai già sentito nominare l’espressione growth hacking. Forse stai leggendo questo post proprio perché vuoi saperne di più sull’argomento. Beh, hai fatto la scelta giusta, perché il libro Growth hacking, fai crescere la tua impresa online (puoi trovarlo anche su Amazon.it), scritto da Luca Barboni e da Federico Simonetti, ti darà tutte le risposte che cerchi.

Ma che cos’è esattamente il growth hacking? C’è una discreta confusione in merito. Alcuni pensano che un growth hacker sia né più né meno un marketer. Altri lo inquadrano invece nella figura di un programmatore con grandi competenze tecniche. Chi ha ragione tra le due correnti di pensiero? Lascio la parola direttamente agli autori del libro, che ci danno una definizione precisa della materia: “Il growth hacking è un processo di sperimentazione veloce su tutti i canali, di marketing e di prodotto. Il suo scopo è la ricerca del modo più efficace per far crescere un business”. Continua a leggere…

Vuoi fare content marketing? Ispirati a Michael Faraday!

marketing contenutiQual è il modo migliore per avvicinarsi al content marketing? In altre parole: esiste un percorso di studi più indicato degli altri per chi vuol diventare un content marketer? O anche: quale curriculum deve avere un professionista del marketing dei contenuti perché un imprenditore o un marketing manager lo prendano in considerazione?

La risposta a questa domanda è piuttosto semplice: non c’è un percorso ideale per arrivare a occuparsi di content marketing. Questo perché il content marketing è (per fare un esempio concreto) una disciplina molto diversa dalla matematica. Quest’ultima è una scienza esatta: se ti iscrivi alla facoltà di matematica e passi gli esami, ti laurei e puoi andare a fare il matematico. Ma fare content marketing (e più in generale web marketing) è qualcosa che non richiede il possesso di una serie di nozioni fissate. Richiede invece lo sviluppo di una sensibilità, che porti ad adattarsi al particolare business su cui si lavora. Continua a leggere…