Ma scrivere un libro fa guadagnare?

scrivere un libro fa guadagnareIn questi giorni sto revisionando il mio libro, Scrivere per il web 2.0. Fra qualche settimana consegnerò alla casa editrice la nuova versione, da pubblicare in primo luogo come e-book. Il lavoro di aggiornamento del testo mi ha stimolato alcune riflessioni. Una di queste la voglio condividere con voi.

Scrivere un libro mi ha fatto guadagnare tanti soldi? No, direi che non è stato così. Nonostante il manuale abbia venduto qualche migliaio di copie (la maggior parte in formato digitale), non si può dire che abbia rappresentato una cospicua fonte di guadagno. Tutt’altro, anche in virtù del prezzo di copertina economico.

C’è da considerare anche un altro fattore. Ai tempi della sua prima edizione (2014) ero uno scrittore esordiente. Mi è stato detto che, in media, gli scrittori esordienti vendono circa duecento copie, prima che i loro libri finiscano fuori catalogo. Da questo punto di vista, posso ritenermi parecchio soddisfatto: sono stato protagonista di un piccolo successo editoriale.

Avevo però già messo in preventivo che non avrei guadagnato granché dalle vendite. Sarebbe stato folle aspettarsi il contrario: gli scrittori italiani che possono vivere solo delle vendite dei libri sono pochissimi. Forse si contano sulle dita di due mani. E quindi? Perché scrivere un libro se non conviene economicamente? Si decide di pubblicare solo per vanità?

A distanza di oltre quattro anni dalla prima edizione di Scrivere per il web 2.0, posso confermare che scrivere un libro è comunque una buona cosa. Soprattutto per chi è un professionista di un settore specifico e vuole ottenere autorevolezza. Il libro gliela farà avere. In effetti, redigere un manuale su un argomento del proprio settore è anche (e in certi casi soprattutto) un’operazione di marketing. Come mai? Perché chi pubblica un saggio specialistico dimostra di essere preparato sulla materia. E questo, manco a dirlo, fa colpo sui potenziali clienti.

Non è un caso che, negli ultimi anni, tanti professionisti del mio settore (il digital marketing) abbiano pubblicato un libro. Chi su Facebook Ads, chi su Google AdWords, chi sul content marketing, chi sui social e così via. È una scelta strategica che, lo ripeto, conferisce allo scrittore credibilità e autorevolezza.

Nel mio caso ha funzionato piuttosto bene, anche perché il libro ha venduto relativamente tanto. E poi perché Scrivere per il web 2.0 è stato adottato come testo d’esame dagli insegnamenti di due importanti università. Insomma: un bel successo, e parecchio insperato.

Quindi, se sei un professionista che lavora in un dato settore e vuoi farti percepire come un esperto della tua materia, scrivere un libro è senz’altro una buona scelta promozionale. Magari venderai solo una manciata di copie, ma intanto ti sarai appuntato al petto una medaglia scintillante. Fa sempre effetto dire a un potenziale cliente: “Su queste cose ho scritto un libro pubblicato dalla tal casa editrice. Lo puoi ordinare in libreria o comprare su Amazon”.  🙂

(Un inciso. Ho notato il diffondersi di una tendenza che ha contagiato alcuni dei professionisti che si sono trasformati in scrittori. Che cosa sta succedendo? In alcuni testi scarseggia paradossalmente il contenuto: nelle pagine si leggono concetti triti e ritriti. A mo’ di piatto riassunto scolastico. E quindi? Quei libri sono semplicemente una lunga lettera di vendita, in cui lo scrittore sponsorizza di continuo se stesso, il proprio business, i propri corsi ecc. Ecco, questo è un modo di pubblicare che trovo scorretto. Un libro non dovrebbe essere il pretesto per fare uno spot pubblicitario. Promuoversi attraverso un libro è legittimo, ma occorre innanzitutto essere rispettosi dei lettori. Prima bisogna dare contenuti solidi, e solo dopo si pensa ad acquisire autorevolezza).

E se invece ti occupi di scrittura creativa? Beh, non è il mio campo, dal momento che il mio lavoro riguarda la scrittura professionale. Però ho una sensazione netta: sarà molto dura che tu possa vivere di sola scrittura. Come dicevo poco fa, in Italia sono pochissimi quelli che ci riescono. Ti auguro di essere uno di loro, ma le possibilità sono assai scarse. Rischi di non godere nemmeno dell’effetto alone che invece è certo per i tecnici come me che pubblicano un manuale. Ma probabilmente sai già tutte queste cose.

In conclusione, pubblicare un libro fa guadagnare? Dopo quattro anni e mezzo, posso confermarti che no, non fa guadagnare. Da’ però autorevolezza, ben spendibile sul mercato. Questo se sei un professionista. Se invece vieni dal mondo della scrittura creativa, le cose si complicano parecchio.

Mi fermo qui, per me è tempo di tornare alla revisione del mio testo. E tu, come la vedi? Sei un professionista che opera in un settore specifico e hai pubblicato un tuo libro? Le vendite ti hanno portato guadagni significativi? Oppure il vero guadagno è stato in credibilità e autorevolezza? Lascia un commento qui sotto per dire la tua!

 

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libri impresa imprenditoreQuesto post che spiega che scrivere e pubblicare un libro non fa guadagnare soldi, ma dà credibilità e autorevolezza è stato scritto da Alessandro Scuratti, content marketing specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie diverse migliaia di visite tutti i giorni. Sono anche l’autore del manuale Scrivere per il web 2.0.
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