Le 10 caratteristiche che rendono i tuoi contenuti virali

creare contenuti viraliPartiamo dal rispondere a questa domanda: che cos’è un contenuto virale? Siamo soliti definire “virale” un articolo, un’immagine, un video che riescono a diffondersi enormemente (e velocemente) sul web, raggiungendo un numero di utenti particolarmente elevato e in tempi estremamente brevi.

Questi contenuti si diffondono grazie alla condivisione, intesa non solo come clic sul tasto “Condividi” dei social network, ma anche come passaparola tra amici e colleghi. Insomma: un contenuto virale crea il cosiddetto engagement tra le persone.

Ma quali sono le caratteristiche che rendono un contenuto virale? La risposta a questo interrogativo ci viene offerta da OkDork, che ha condotto un’importante analisi su circa 100 milioni di contenuti web, riuscendo a individuare quelle che sono le caratteristiche distintive di un articolo o di un post virale.

Il risultato è stato perfettamente illustrato in un’infografica ad hoc (sopra, cliccala per ingrandirla), che ci porta via via a conoscenza di tutte le caratteristiche scoperte. Se leggerete con attenzione e poi applicherete queste tecniche ai vostri contenuti, di sicuro avrete infinite più possibilità di scrivere articoli o post potenzialmente virali.

Ma ecco, appunto, quali sono le caratteristiche dei contenuti sul web che attirano in modo irresistibile l’attenzione degli internauti.

 

Caratteristica di un contenuto virale #1: la lunghezza “adatta”

Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma in questo caso le dimensioni contano eccome: da questa ricerca, OkDork ha dedotto che più gli articoli sono lunghi e più diventano virali.
Ma quanto lunghi? Beh, diciamo tra le tremila e le diecimila parole. In questo range di lunghezza, i vostri articoli avranno il doppio delle possibilità di diventare virali. Le possibilità invece si dimezzano inevitabilmente per i testi al di sotto delle mille parole. Questi ultimi, sembrano essere 16 volte più presenti in Rete dei primi, quindi sfruttiamo il fatto che non tutti sanno scrivere contenuti lunghi.
Non ci sono scuse: cercate di essere più prolissi, ma non banali, e tenete viva l’attenzione del lettore. Insomma: continuate a scrivere, a scrivere, a scrivere e a scrivere…

 

Caratteristica di un contenuto virale #2: i tempi “giusti”

Anche su questo punto potrebbe scatenarsi un mondo di pareri opposti. In effetti, è opinione comune (e prudente) che non esistano un giorno o un momento universalmente validi per raggiungere la maggior parte degli utenti – e avere quindi l’opportunità di rendere il proprio contenuto virale.
Quest’infografica ci raccomanda, invece, di postare su Facebook il martedì per avere più probabilità di intercettare un pubblico interessato. Stesso giorno consigliato anche per Twitter e per Google Plus. Il giorno cambia invece in lunedì per Pinterest e per LinkedIn.
Avete paura di perdervi tra tutti questi giorni da ricordare? Il segreto è… martedì! In genere, di martedì – non s’è capito perché – si hanno più possibilità di far diventare un contenuto virale, e mi raccomando, siate mattinieri durante la settimana lavorativa, postate presto sui social!

 

Caratteristica di un contenuto virale #3: le liste piacciono a tutti

Non possiamo farne a meno: le liste sono irresistibili, e di conseguenza gli articoli che le contengono sono più condivisi rispetto agli altri.
Ma quanti punti deve contenere una lista di successo? Al primo posto ci sono gli articoli contenenti le liste di 10 elementi, al secondo quelle con 23 elementi, mentre sull’ultimo gradino del podio quelle con 16. E infine si aggiudica il quarto posto il tipo di articolo con lista di 24 punti.
Ma perché gli elenchi ci piacciono così tanto? Per diversi motivi: una lista aiuta ad acquisire meglio un’informazione, organizzando visivamente il contenuto e rendendolo facilmente memorizzabile. Inoltre, una lista è facilmente scansionabile dai nostri occhi, quindi il lettore può facilmente balzare con lo sguardo da un punto all’altro del testo senza perdersi.

 

Caratteristica di un contenuto virale #4: almeno un’immagine

Ormai è un comandamento: ricordati di inserire almeno un’immagine in tutti i tuoi post.
Mediamente, un articolo impreziosito da almeno un’immagine viene condiviso il doppio rispetto a un semplice muro di parole. E il motivo è che le immagini attirano l’attenzione molto più del testo, e riescono a comunicare un messaggio molto più velocemente o a completarlo arricchendolo dell’elemento visual, che a noi lettori è tanto caro.
Morale: dovremmo usare immagini nei nostri articoli il più spesso possibile.

 

Caratteristica di un contenuto virale #5: don’t worry, be happy!

Un altro segreto per rendere i contenuti virali sul web è quello di trattare argomenti positivi, che piacciano ai lettori, cioè temi che riescano a stupire il lettore e che lo rendano di umore positivo.
Non sottovalutate mai l’aspetto emozionale dei contenuti che pubblicate: i nostri articoli possono avere un forte impatto emotivo, se creati come si deve.
Gli articoli che comunicano positività diventano facilmente virali secondo queste percentuali: 25% per gli articoli che suscitano stupore, 17% per quelli che divertono, 15% per quelli di intrattenimento (come ad esempio i tanto adorati quiz).
Bisogna perciò saper far ridere e sorridere i propri follower: a nessuno piace condividere cose tristi. Provate al contrario a postare qualcosa di divertente e… guardate il risultato!

 

Caratteristica di un contenuto virale #6: i quiz salveranno il mondo

Lo sapevate che tra gli articoli più condivisi sul web 8 su 10 sono quiz? No? Nemmeno io! Eppure è così, perché i quiz alimentano l’ego del lettore, lo mettono “alla prova” e vanno a influire sul Narciso che è in tutti noi.
Siate pertanto creativi e proponete dei quiz i vostri lettori. Esistono tantissimi quiz maker online adatti allo scopo: usateli e divertitevi!  😀

 

Caratteristica di un contenuto virale #7: l’occhio vuole la sua parte

Se abbiamo detto che gli articoli contenenti liste sono la tipologia più condivisa dagli utenti, è altrettanto vero che l’aspetto visual non va mai trascurato: avete mai pensato a trasformare i vostri articoli in infografiche?
Gli articoli contenenti infografiche sono due volte più condivisi della media e, anche se il primato resta ai post con le liste – perché semplicemente i numeri della lista compaiono già nel titolo e questo, si sa, attrae fortemente gli utenti –, creare infografiche combinate a queste ultime sarebbe davvero il top.

 

Caratteristica di un contenuto virale #8: “post it again”

Lo sapete che l’arte del “re-post” è davvero quel che serve a un contenuto per potenziarne l’effetto virale?
Sappiamo infatti che un contenuto postato sui social ha solitamente breve vita nella timeline dell’utente, quindi che cosa può esserci di meglio che postare nuovamente qualcosa che abbiamo già condiviso in passato?
Si potrebbero raddoppiare, triplicare e addirittura quadruplicare le condivisioni ricondividendo un contenuto dopo una settimana. Provare per credere.

 

Caratteristica di un contenuto virale #9: la potenza degli influencer

È scientificamente provato che più influencer condividono un articolo e più aumentano le possibilità che questo si diffonda talmente tanto da diventare un contenuto virale.
E le percentuali sono del 32% in più se il vostro contenuto è condiviso da un solo influencer, del 50% se a condividerlo sono tre influencer, e del 400% quando sono cinque gli influencer che riprendono un vostro articolo.
Come farsi condividere gli articoli dagli influencer? Beh, per esempio si può scrivere di loro, citando qualcosa che hanno fatto o che stanno facendo!

 

Caratteristica di un contenuto virale #10: metterci la faccia

Se su Google Plus gli articoli che portano una firma hanno il 42% di condivisioni in più ci dovrà pur essere un motivo, no?
E la ragione è che agli utenti piace sapere chi c’è dietro un lavoro, scoprire notizie al suo riguardo e conoscerlo meglio. Quindi, i contenuti che portano una firma o che sono riconducibili a un profilo autore ottengono più condivisioni, perché i lettori ritengono questi contenuti più affidabili.
Tutto ciò vale per i pezzi condivisi su Google Plus, su Twitter e su LinkedIn, mentre pare che su Facebook non sia un dato particolarmente rilevante, dal momento che su questo social generalmente tendiamo a condividere articoli più frivoli.

 

Questi sono i risultati della ricerca. Vi trovate in accordo con tutte queste caratteristiche o ritenete che alcune siano inesatte? Ci sono altri elementi a vostro avviso che potrebbero realmente rendere un contenuto virale sul web?

 

contenuti viraliQuesto articolo sui dieci consigli per creare contenuti virali è un guest post di Maria Grazia Tecchia, web writer professionista e appassionata di smartphone, tablet, computer e di qualsiasi accessorio tecnologico in genere.
Oltre che un’esperta di comunicazione online, Maria Grazia è anche l’autrice di Tecnologia 360, blog in cui coniuga l’arte della scrittura per il web alla sua passione per tutto ciò che è device tecnologico.

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