Il lato oscuro del Content Marketing

content marketingFinalmente qualcosa si muove: negli ultimi tempi c’è un crescente impiego di contenuti per le strategie di marketing da parte delle aziende di un po’ tutti i settori. In effetti, sempre più società investono un budget maggiore in campagne di marketing dei contenuti.

Perché succede questo? I grandi benefici del content marketing, come l’intercettare in maniera chirurgica i potenziali clienti per informarli e fornire soluzioni ai loro problemi, iniziano a far gola a molte aziende. Ma che cosa succede se questo tipo di tattica non viene attuata nel modo giusto? È presto detto: risultati disastrosi e perciò dannosi, come per una qualsiasi attività di marketing in cui si investono risorse e che però si rivela fallimentare.

Data la grande diffusione sul web dei contenuti, sono in molti a chiedersi se e come una campagna di content marketing riesca davvero a portare un concreto vantaggio all’azienda, e quali possono essere i traguardi raggiungibili, e se si tratta di numeri che possono fare la differenza nelle vendite.

Le statistiche degli studi che negli anni hanno osservato da vicino diverse campagne di content marketing rivelano dati più che positivi dall’uso di questo tipo di strategia, segno che noi internauti siamo sempre più propensi a informarci e che cerchiamo quelle informazioni sempre di più online. In effetti, le indagini rivelano proprio questo: i consumatori online, prima di decidere di acquistare un prodotto o un servizio, fanno diverse ricerche sulla Rete, cercando informazioni approfondite e recensioni su ciò che desiderano comperare.

Ma a questi dati favorevoli si affianca un aspetto del content marketing che molti degli addetti ai lavori ignorano o vogliono ignorare, il cosiddetto “lato oscuro del content marketing”, ovvero il fatto che esiste una gran fetta di marketer che non riesce a far fruttare al meglio il marketing dei contenuti, e che di conseguenza definisce le sue campagne di content marketing come inefficaci.

I dati a tal riguardo sono stati raccolti in un’infografica (in alto a destra, cliccaci sopra per ingrandirla) che dovrebbe far riflettere, creata dal team di Scripted e intitolata “The dark side of content marketing”. Ammettiamo dunque che esiste un lato oscuro del content marketing, ma teniamo anche presenti i consigli per rimediare e giungere così al tanto atteso lieto fine!

 

Troppi contenuti web?

Ogni giorno, riceviamo un sovraccarico di informazioni, che in qualità di utenti spesso facciamo scorrere davanti agli occhi senza dargli importanza, mentre come marketer continuiamo a produrre e proporre incessantemente perché è così che ci hanno insegnato a fare.

Siamo nell’era della produzione di contenuti per intercettare i target, e ogni volta che ci colleghiamo online ci ritroviamo sommersi da un’incredibile quantità di nozioni, che abbiamo imparato a valutare, diventando capaci di distinguere a priori ciò che ci interessa, ma anche – e soprattutto – ciò che merita o meno la nostra attenzione.

Insomma, siamo capaci di individuare i contenuti di valore che meritano di essere letti, e di capire con anticipo se possiamo spendere un po’ del nostro tempo per usufruire delle informazioni in essi contenute.

Trovare così tanti contenuti online ci dice che il content marketing è diventato un fenomeno più popolare, e che la maggior parte di aziende e professionisti ricorrono sempre di più a questo tipo di strategia per raggiungere il cliente attraverso l’onnipotente Internet, ed ecco allora un po’ di dati al riguardo.

 

Il content marketing oggi

I dati statistici parlano chiaro: oggi il content marketing si sta diffondendo a macchia d’olio e sono sempre di più le aziende a volervi ricorrere per aumentare l’interesse intorno a un prodotto o a un servizio, e arrivare così in modo significativo e concreto a nuovi potenziali clienti dopo averne conquistato l’attenzione.

È stato stimato che ogni giorno vengono condivisi online 27 milioni di contenuti, e tra le onde di questa marea una gran parte è ormai prodotta da aziende B2B, che si sono finalmente accorte del potenziale del content marketing e che hanno deciso di iniziare a investire in esso.

Il 42% di queste aziende, inoltre, si impegna per creare contenuti e pubblicare su base giornaliera o almeno una volta a settimana, a dimostrazione del fatto che si comprende appieno la necessità di curare la strategia con una pubblicazione costante e senza lasciare blog, siti o canali social abbandonati a sé.

Tutta questa consapevolezza nei confronti delle tattiche di content marketing dovrebbe darci sollievo e farci sentire ottimisti per il futuro, ma è davvero proprio così?

 

Il rovescio della medaglia

No, non possiamo stare tranquilli, perché, purtroppo, da questi dati positivi emerge che soltanto il 21% dei marketer si dice soddisfatto dell’uso del content marketing. Questo perché dallo sforzo compiuto nella creazione di contenuti utili e pertinenti non si ottiene un ROI positivo, e quindi il 62% dei marketer pensa che il content marketing della propria azienda non sia efficace.

Come mai gli addetti ai lavori sono così diffusamente scoraggiati? Perché d’altra parte il 48% di essi non ha una strategia documentata di content marketing, non ha fissato gli obiettivi da raggiungere e non ha quindi la minima idea di che cosa fare, di come raggiungere i risultati sperati traguardo dopo traguardo, né di come monitorare i risultati dopo un periodo di prova prestabilito.

L’infografica ci dice che solo il 60–70% dei contenuti web creati dalle aziende B2B viene realmente fruito dagli utenti, ma che non sempre si tratta di contenuti di valore che possono realmente risultare utili agli internauti.

Quando un utente o un potenziale cliente approdano su un sito i cui contenuti appaiono irrilevanti o senza valore pratico, hanno l’impressione di avere a che fare con un’azienda poco seria, che gli ha fatto perdere tempo e che non è stata capace di risolvere un loro specifico problema: questa sensazione è dichiarata dall’enorme cifra del 74% degli utenti online.

Da ciò si evince che non sempre, se vengono prodotti tanti contenuti, vuol dire che questi contenuti siano per forza validi e interessanti per il cliente, e che quindi è davvero fondamentale creare contenuti di valore da diffondere online, altrimenti l’utente, ormai esperto nel riconoscere la fuffa, le supercazzole della Rete e l’inutilità di alcuni contenuti, etichetterà il sito in questione come inutile o poco serio, con relative conseguenze per l’azienda.

In conclusione, la differenza la fa sempre e comunque il contenuto: inutile postare una volta al giorno o minimo una volta a settimana, perché se il contenuto web è scadente non c’è alta frequenza che tenga.

 

8 consigli per trovare la luce dopo le tenebre

Dopo questa visione apocalittica, ma quanto mai veritiera, sull’uso improprio delle tecniche di content marketing, è il momento di chiedersi se e come è possibile evitare tutti gli errori che di solito si fanno. Ecco un prezioso elenco di consigli ad uso delle aziende da seguire e tener sempre presente:

  1. Documenta sempre la tua strategia online
  2. Crea un calendario editoriale che possa delineare un progetto ben preciso
  3. Programma un buon numero di contenuti anche per quando non sarai connesso
  4. Stabilisci gli obiettivi da raggiungere attraverso il content marketing
  5. Predetermina i parametri di successo per ogni traguardo da raggiungere
  6. Conosci a fondo i tuoi utenti, per esser sicuro di offrire loro contenuti di loro interesse
  7. Pubblica contenuti web rilevanti per il tuo pubblico
  8. Non aver paura di riutilizzare contenuti web che hanno funzionato

 

I grandi risultati del content marketing

Se fai bene content marketing i risultati non tarderanno ad arrivare. Chiudiamo quindi con un po’ di informazioni che potranno risollevarti l’animo, e che ti dicono che:

  • Le società che postano almeno 15 contenuti al mese riescono a generare in media 1200 nuovi lead (aumenta cioè la capacità di lead generation aziendale)
  • I consumatori che ricevono la newsletter di un sito web sono più predisposti all’acquisto e spendono l’82% in più
  • Il 77% degli acquirenti è più invogliato ad acquistare presso società il cui CEO ha una buona presenza sui social media e posta spesso aggiornamenti
  • Con il content marketing si risparmia il 13% nelle strategie di marketing
  • L’inbound marketing procura il 54% di lead in più rispetto all’outbound marketing
  • Con le strategie di content marketing si ottengono il 50% in più di lead a un costo inferiore del 33%

 

E tu hai già pensato a come passare dal lato oscuro del content marketing allo splendore della sua efficacia? Fammi sapere il tuo parere nei commenti qui sotto!

 


content marketingQuesto articolo sul lato oscuro del content marketing online è un guest post scritto da Maria Grazia Tecchia, content creator professionista e grande appassionata di smartphone, tablet, computer e, più in generale, di qualsiasi accessorio tecnologico.
Oltre che un’esperta di comunicazione sul web, Maria Grazia è anche l’autrice di Tecnologia 360, blog in cui ha coniugato l’arte della scrittura per il web alla sua passione per tutto quello che è device tecnologico.

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