Intervista a Elena Mazzali, content curator e community manager

Elena Mazzali content curator community managerChiunque lavori nel settore del web lo sa bene: comunicare online con efficacia è molto difficile. In effetti, non basta aver qualcosa da scrivere per aver successo: la Rete ha una propria grammatica della comunicazione, che occorre conoscere alla perfezione. Altrimenti, tutto il lavoro fatto risulterà sprecato.

La responsabilità di essere efficaci ricade in particolare sulle spalle di due figure professionali: il web writer e il community manager. Sono, infatti, questi due professionisti a creare gran parte dei contenuti aziendali e a gestire le interazioni di tipo business sui social network. Ecco perché oggi vi propongo la chiacchierata che ho fatto con Elena Mazzali, content curator e community manager emiliana (di nascita) e milanese (di adozione).

Elena è un’esperta di comunicazione online che aiuta le imprese a stare sul web, facendogli guadagnare visibilità e aumentando il loro volume di affari. Chi meglio di lei può aiutarci a capire quali scelte fare in Rete per migliorare la nostra presenza business?

 

Ciao Elena, e grazie della tua disponibilità. Ti va di iniziare questa nostra chiacchierata raccontandoci qualcosa di te? Per esempio, qual è la tua formazione?
Ciao Alessandro e a tutti i lettori di Comunicare sul Web. Se parliamo di formazione, devo avvisarvi fin da subito, la mia è molto lunga: inizia con gli anni universitari (3 più 2) dedicati all’offline e continua con tanta ma taaanta determinazione e caparbietà (strano per una ragazza di 20 anni all’ epoca!). Senza tralasciare il master e l’aggiornamento continuo… Sì, la considero la formazione perfetta perché apre la mente e ti fornisce l’impronta mentale e l’atteggiamento necessario!

 

E quand’è nata la tua passione per il web?
Diciamo che si è concretizzata con l’università. Ho iniziato proprio in quel periodo con il mio primo blog: avevo la necessità di uno strumento che mi aiutasse a esprimere in maniera completa la mia personalità. Poi sono arrivati i progetti in agenzia e da lì è stata la fine (in senso positivo!) per questa mia passione… Esatto: pensavo già in termini di obiettivi e risultati!  🙂

 

Sei una web writer e una community manager. Cominciamo a parlare di contenuti. Qual è la tua definizione di contenuti di qualità?
Questa: i contenuti di qualità sono quelli che catturano il lettore così tanto da spingerlo a commentare anche solo per dirti che si trova in disaccordo con quanto hai detto… Va bene scrivere contenuti per alzare il numero di visite in Google Analytics, ma, a mio parere, la vera qualità sta nel far crescere il lettore e, insomma, seguire la filosofia delle conversazioni sul web!

 

So che sei specializzata nella comunicazione per il settore food. Esistono delle regole particolari quando si scrive in questa nicchia? Che tipo di scrittura funziona di più?
Ciò che funziona? Utilizzo una sola parola: l’esperienza specifica nel trattare gli argomenti di questa nicchia, che si acquisisce solo con il tempo. Sai, parlo dell’esperienza che è capace di abbracciarti e di entrarti dentro, diventando cifra della tua espressione. Un colpo all’anima! Sì, sono molto profonda.  🙂
Tornando alla tua domanda, è vero: prevale il settore food. Per me un piatto è molto più di un oggetto da mettere sulla tavola, tutta colpa di mia nonna materna e della terra (quella della buona cucina) dalla quale provengo. Con questo non nego l’altrettanto forte interesse per il settore “moda” ed “eventi”.
Se mi guardo indietro, vedo infatti un profilo professionale che è stato capace di navigare fra diverse attività e per diversi settori, e per questo mi sento fortunata. Guardandomi intorno, vedo un fare molto operativo, peccato perché non siamo dei robot.  😉

 

Spostiamoci ora nel campo dei social network. Ammettiamo che io sia il direttore marketing di un brand che debba aprire una fan page su Facebook. Mi daresti qualche consiglio sugli errori di gestione del profilo che devo assolutamente evitare?
Detta in questo modo, mi dai l’idea che hai già fatto una mappa dei social a te utili (cosa che spesso non accade!). E se così è, necessiti di una strategia che guidi la tua strategia. Ad esempio, metterti online senza una listening vuol dire che non desideri sapere che cosa si dice su di te e come farvi fronte. Lo stesso vale per l’assenza di una policy (interna ed esterna), ma di questo ne parlerò a breve sul mio blog!
Capire il sentiment e il modo di relazionarti con l’utente è altrettanto fondamentale. Insomma: prima di partire devi assicurarti di conoscere bene le regole e che cosa vuoi dire ma, ripeto, ne parlerò presto sul mio blog! Stay tuned!
Un altro consiglio è partire con un atteggiamento organizzato ma flessibile, perché se arriva il furbacchione o il troll di turno mica puoi cancellare il suo commento (come l’istinto invece ti suggerirebbe di fare). Devi invece gestirlo!

 

Facebook non è l’unico social network che può aiutare le aziende a fare social media marketing. Molto usato è anche Twitter. Facciamo finta che io sia ancora il direttore marketing di prima e che voglia stavolta aprire un account aziendale proprio su Twitter. Che suggerimenti mi daresti per sfruttarlo come si deve?
Come pensi ti possa essere di aiuto Twitter? Non mi specifichi l’ attività.  😛  In effetti,le modalità di intervento su questo social network sono troppo legate al tipo di business della società. Dare un risposta “buona per tutti” mi è davvero impossibile.
Nel food in particolare, quali sono i social network che consigli per avere un riscontro in termini di engagement?
Così a bruciapelo ti rispondo Pinterest, Instagram, Facebook e Twitter, ma quest’ultimo dipende dall’uso che ne vuoi fare. Poi ci sono le recensioni, come quelle su Tripadvisor, e i portali e le app dedicate.

 

A tuo giudizio, quali competenze generali deve avere un bravo community manager?
Quelle davvero imprescindibili sono l’organizzazione, la flessibilità e la pazienza.

 

Secondo te, le aziende italiane hanno finalmente compreso l’importanza di avere una presenza online adeguata oppure il messaggio non è ancora passato?
Preferisco pensare che il messaggio sia passato, ma che la sua realizzazione dipenda dalle sfide del mercato che l’azienda incontra, e dalle dimensioni dell’azienda stessa. Anche se, per la verità, sono ancora tante (troppe!) le domande “basic” che mi vengono fatte dalle PMI durante i mie interventi. A proposito di “interventi” e di risposte adeguate alle esigenze delle aziende: ho proprio un progetto che è work in progress su questo tema…

 

Siamo in conclusione dell’intervista. Quali sono i tuoi progetti a breve termine? E quelli sul lungo periodo?
Per questo 2015 mi sono data diversi macro obiettivi, così da raggiungere i micro ogni mese. Per fissare i miei obiettivi mi sono stati utilissimi i consigli ricevuti attraverso le chiacchierate con il gruppo delle comunicatrici più conosciute del web: le #socialgnock!  🙂
Fare un sunto è davvero difficile, perché le mete da raggiungere sono così tante che potrei scriverci un romanzo. Alcune arriveranno prima del previsto, altre, invece, tarderanno un po’ rispetto alla tabella di marcia. Poi ci sono anche le tappe intermedie. Insomma: tanta roba in tutte le aree della mia vita, ma comunque sempre in linea con quello che da sempre è il mio motto, “0% propositi, 100% obiettivi”!

 

Ringrazio Elena Mazzali per il tempo che è riuscita a dedicarmi e per le utili informazioni che ha condiviso con noi tutti. Il consiglio finale che vi do è quello di continuare a seguirla, non solo sul suo blog, ma anche sul suo profilo Twitter e il suo Instagram.

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