Le aziende fanno content marketing efficace? [RICERCA]

content marketingDi tanto in tanto, vi giro qualche studio sul content marketing. Lo faccio per farvi capire che il marketing dei contenuti non è una moda passeggera, che fra un po’ verrà sostituita da qualche altro strumento di marketing “che fa fico”.

Al contrario: il content marketing – e più in generale l’inbound marketing – è qui per restare. E per far guadagnare un sacco di soldi ai vostri business! È quindi bene rimanere aggiornati sulla disciplina, per capire come evolve – è in piena espansione! – e, pertanto, per sapere dove andare a mettere le mani e sfruttarne tutti i benefici.

Oggi vi propongo una ricerca fatta da una società inglese, Axonn Media (clicca sull’immagine in alto a destra: aprirai l’infografica con i dati dell’indagine). Andiamo cioè a vedere a che punto è da quelle parti il marketing dei contenuti. Ve lo anticipo: anche in Gran Bretagna, le aziende lungimiranti fanno abbondante uso del content marketing per trovare nuovi clienti! E fanno così per una ragione ovvia: il marketing dei contenuti funziona!

  • Come giudicano i content marketer inglesi l’efficacia del content marketing delle loro aziende? Solo il 6% degli intervistati dichiara che è molto efficace, il 36% che è efficace, il 37% dà come voto un 6 politico, il 18% dice che non funziona granché e il 3% dichiara che è totalmente inefficace. Insomma: gli Inglesi devono applicarsi di più sul marketing dei contenuti, ma almeno il 40% è già sulla buona strada!
  • I content marketer inglesi hanno un content strategy? Sì, ed è stata pure messa nero su bianco, nel 36% dei casi. Sì, ma non è ancora stata formalizzata in un documento nel 51% dei casi. L’11% dei rispondenti non ce l’ha e il 2% non sa rispondere.
  • Qual è l’efficacia dei diversi social media secondo i content marketer intervistati? Eccola: Twitter 75%, LinkedIn 61%, YouTube 50%, Slideshare 37%, Facebook 29%, Pinterest 24%, Google+ 19%.
  • Quali sono le dieci tattiche di content marketing più efficaci a detta degli intervistati? Nell’ordine: gli eventi personalizzati (72%), il blogging aziendale (67%), i contenuti per i social network (64%), i case study (63%), i webinar (60%), le newsletter (58%), gli articoli pubblicati sul sito web istituzionale (57%), i video (57%), i libri bianchi (56%) e le infografiche (56%).
  • Che cosa ne pensano i content marketer inglesi della loro abilità nel valutare il ROI delle loro azioni di marketing con i contenuti online? Il 7% dice di saperlo calcolare in modo molto preciso, il 21% in maniera precisa, il 34% si dà come voto un 6 politico, il 21% ammette di aver problemi a calcolare il ROI, mentre il 5% ha una marea di problemi nel calcolo di questo fondamentale parametro. Ecco, qui si può fare senz’altro meglio: la valutazione del ROI è imprescindibile, occorre per forza valutarlo con precisione!
  • Quali sono i parametri che i content marketer misurano per valutare il successo del loro content marketing? Anche qui abbiamo una classifica: il traffico web al sito istituzionale (61%), un alto tasso di conversione (47%), il numero di vendite (44%), la qualità della lead generation (41%), i risultati raggiunti dalla propria SEO nei motori di ricerca (40%), il tempo di permanenza dei visitatori sul sito web aziendale (40%), i link in ingresso guadagnati dal sito (33%), la crescita di iscritti alla newsletter (33%), il feedback positivo da parte dei clienti (32%), la quantità di lead creati (31%).
  • Quali sono le sfide più ardue per i content marketer inglesi? Eccole nell’ordine: produrre contenuti che creino engagement nel pubblico (51%), produrre contenuti con continuità (46%), ovviare ai limiti di budget (46%), misurare l’efficacia del content marketing (40%), produrre contenuti diversificati (34%), ovviare ai propri limiti tecnologici (29%), superare le carenze di abilità del proprio team interno (27%), trovare professionisti seri del content marketing a cui affidare la creazione di contenuti (27%), difficoltà di integrare il content marketing con il marketing fatto in azienda (26%), difficoltà dei superiori a capire l’importanza di investire nel content marketing (18%).
  • Quali sono le piattaforme social più usate dai content marketer? LinkedIn (96% dei rispondenti), Twitter (89%), Facebook (69%), YouTube (68%), Google+ (68%), Pinterest (37%), Slideshare (36%).
  • Per finire, è cambiato qualcosa dal 2014 al 2015 nella preferenza delle tattiche da usare per fare content marketing? Il blogging è passato dall’86% delle preferenze nel 2014 all’85% del 2015, i video dal 76% al 73%, le infografiche dal 57% al 61%, le app per il mobile dal 34% al 32%, i libri bianchi dal 55% al 50%.

 

Questo il quadro. Ora ti chiedo: e tu, fai content marketing bene o male? Quali sono le difficoltà più grosse che incontri nelle tue attività di marketing dei contenuti? Hai una content strategy? Parliamone nei commenti a questo post!

 


content marketingQuesto post sull’efficacia del content marketing e sulle sue sfide più grandi è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da 19 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono anche l’autore di Scrivere per il web 2.0.
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