7 idee false sul Content Marketing

content marketingSei un imprenditore o un direttore marketing di una PMI? Allora forse hai già sentito parlare di content marketing. Probabilmente, hai anche sentito dire che funziona. Ed è tutto vero, basta per esempio che dai un’occhiata a come l’ho applicato io su questo mio blog.

Insomma: il content marketing è una tattica che dà risultati concreti. Il bello è che non li dà solo ai grandi brand, ma anche alle PMI come la tua. L’importante è ovviamente saperlo usare bene. E per riuscire in questo occorre liberarsi da alcuni pregiudizi. In effetti – chissà perché? –, si sono diffuse alcune idee false sul content marketing, che è bene allontanare con forza. Altrimenti si corre il rischio di guardare con sospetto al marketing dei contenuti, rimanendo in una posizione attendista. Il che è un grave errore, soprattutto se i propri concorrenti sono invece passati all’azione, iniziando a produrre contenuti di valore per i potenziali clienti!

Ecco allora un elenco di sette pregiudizi sul content marketing su cui devi ricrederti il prima possibile:

 

1) Non c’è niente d’interessante da dire nel mio settore

La maggior parte degli imprenditori e dei direttori marketing che devono elaborare una content strategy sono spesso portati a pensare: “Sui nostri prodotti e servizi c’è poco da raccontare, e d’altro canto nessuno sarà mai interessato a leggere le cose che scriviamo”.

Questo ragionamento è sbagliato. Per due motivi. Il primo: fare content marketing  non significa parlare dei prodotti e servizi della tua azienda, con l’intento di fargli pubblicità manifesta. Il content marketing è invece l’arte di dare soluzioni precise e puntuali a problemi specifici dei tuoi potenziali clienti. Quindi, la tua content strategy deve concentrarsi proprio su questo: fornire soluzioni al tuo target. I luoghi dell’advertising sono altri e non c’entrano con il content marketing.

Stabilito questo, se conosci davvero i tuoi clienti, saprai quali problemi vogliono risolvere. E immagino saranno diversi, mica solo uno o due. Avrai perciò un’infinità di contenuti da creare per loro. In altre parole: se conosci bene la tua nicchia e hai un minimo di fantasia, riuscirai sul serio a creare una gran quantità di contenuti, affinché i potenziali clienti ti percepiscano come autorevole ed esperto di ciò che fai.

Se ritieni che non ci sia alcunché da scrivere nel tuo settore, significa che non conosci bene il tuo lavoro. È troppo severo detto così? No, credimi, non sono stato cattivo. Te lo dimostro con un esempio. In questo mio blog, in cui parlo sostanzialmente di digital marketing, ho scritto quasi mille e cento post. E ancora non ho esaurito la vena. Tu, se ci pensi sopra con attenzione, puoi fare almeno altrettanto.

 

2) Se scrivo contenuti, rischio di svelare tutti i segreti della mia azienda, sia ai clienti che ai concorrenti

Una delle più grandi paure della aziende è quella di svelare le proprie conoscenze ai concorrenti. Oppure di svelare le proprie “ricette” ai potenziali clienti, così che poi le replichino da soli, senza dover più fare acquisti dall’azienda. Questo rischio è particolarmente sentito dalle aziende di servizi.

Entrambe le paure sono però infondate. In primo luogo perché, se l’azienda ha un brand positioning solido, nessun concorrente potrà copiarla. Come mai? Ma perché in caso di copia e incolla il concorrente si presenterebbe per l’appunto come una copia riuscita male di un’azienda che è invece ben riconoscibile dai clienti. In secondo luogo, i clienti ben difficilmente hanno il tempo e le risorse per “rubare” i segreti di un’azienda e replicarli da sé. Sono troppo concentrati a fare altro, e cioè a mandare avanti il proprio business, per poter spendere tempo e denaro per fare qualcosa in cui non sono esperti.

 

3) C’è già tutto sul mio sito web istituzionale: perché dovrei creare nuovi contenuti, per esempio su un blog aziendale?

Spesso, gli imprenditori e i direttori marketing sentono di aver già detto tutto sul loro sito web istituzionale, in quanto hanno previsto sezioni come Prodotti, Chi siamo, I nostri servizi ecc. Anche se queste sezioni sono molto elaborate, non coinvolgono granché i potenziali clienti, perché questo tipo di sezioni si concentrano solo sul business aziendale, non sui bisogni dei consumatori. Il content marketing mira invece a parlare dei reali problemi del target. Dà cioè un punto di vista diverso, quello di chi si mette nei panni dei potenziali clienti.

 

4) Il team che si occupa del marketing in azienda fa un buon lavoro: di certo può occuparsi anche del content marketing

Nell’espressione content marketing c’è la parola marketing, questo è vero. Da qui la tentazione che marketing e content marketing siano più o meno la stessa cosa. Ma il team dell’ufficio marketing spesso non conosce il content marketing. Cioè: il team si occupa sì di marketing, ma non ha le competenze specifiche per occuparsi anche di contenuti per il web. Sarà quindi necessario trovare e coinvolgere dei professionisti che abbiano le abilità per la produzione di contenuti online. Il marketing da solo non basta, c’è anche la parte del content.

 

5) Il content marketing consiste semplicemente nel pubblicare qualcosa sui social network

Contrariamente a quanto molti credono, i contenuti di marketing non consistono solo nella creazione e nella condivisione di microcontenuti sui social network. Magari le cose fossero così facili!

I social network si dimostrano utilissimi per il content marketing, questo è ovvio, ma lo sono soprattutto per fare la promozione dei contenuti scritti sul blog aziendale. Credimi: non otterrai lo stesso effetto se, invece di scrivere un post di mille parole sul tuo log, ne scriverai uno di 20 o 30 sulla tua pagina Facebook o sul tuo account di Twitter.

 

6) Il content marketing si può fare solo aprendo un blog aziendale

Questo sesto pregiudizio è speculare a quello del punto precedente. Molti credono che la produzione di contenuti per il content marketing riguardi solo lo scrivere post su un corporate blog. Non è così, perché c’è molto di più.

Di certo avrai sentito parlare di webinar, di podcast, di video , di infografiche ecc. Quando parliamo di contenuto, non ci riferiamo solo al contenuto testuale. In particolare, il video marketing funziona benissimo, e ti invito a prenderlo in seria considerazione per il tuo marketing online. I contenuti alternativi al testo sono davvero importanti, anche perché non tutti i potenziali clienti amano leggere: ci sono quelli che preferiscono ascoltare o guardare. Quindi, produrre contenuti alternativi ai testi è nel tuo interesse.

 

7) Se il content marketing è dare soluzioni ai problemi del mio target, rinunciando a pompare i miei prodotti e servizi, allora il content marketing non mi aiuta a vendere

Attento, la sfumatura del ragionamento è sottile. La verità sulla faccenda è questa: il content marketing non contribuisce direttamente a vendere. Di certo non ha lo stesso impatto immediato di uno sconto o di una promozione. Tuttavia, contribuisce certamente – e non poco – alle vendite, in quanto ti fa apparire esperto del tuo settore, come ti dicevo. Questo significa che, attraverso l’autorevolezza che solo il content marketing ti sa dare, i tuoi venditori hanno la strada in discesa quando arriva il momento di presentare i loro argomenti di vendita ai potenziali clienti. Perché il grosso del lavoro l’hanno già fatto i tuoi contenuti.

Si stima che il 60-70% del processo di acquisto sia già avvenuto quando il potenziale cliente incontra un venditore. Questo processo puoi decidere di affidarlo a un’arma potente: il content marketing.

 

Ecco, questi erano sette dei più diffusi pregiudizi sul content marketing. Tu ne conosci altri? Se sì, lascia un commento qui sotto e aiutami a completare la lista!

 

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content marketingQuesto post che indica quali sono alcune delle idee false o preguidizi che sono nate intorno al content marketing è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono l’autore del libro Scrivere per il web 2.0.
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