Archivi categoria: Marketing classico

“Offerte irresistibili”, di Alan Rosenspan [RECENSIONE]

offerte irresistibiliOfferte irresistibili (lo puoi acquistare su Amazon) è un manuale concreto e pratico che ti spiega come raggiungere risultati eccellenti nelle tue campagne di direct marketing.

I consigli di Alan Rosenspan si possono sfruttare anche in ambiti diversi dal direct marketing tradizionale. Per esempio, molti di questi suggerimenti possono trovare applicazione nelle campagne di direct e-mail marketing o, più in generale, possono essere sfruttati per rendere più efficace qualsiasi tipo di attività promozionale. Tra l’altro, uno degli ultimi capitoli del libro è dedicato proprio all’uso commerciale dell’e-mail. Continua a leggere…

“Personal Branding”, di L. Centenaro e T. Sorchiotti

personal brandingChe cos’è il personal branding? Quindici anni fa, lo si sarebbe chiamato “l’arte di farsi pubblicità”. Fino a tre o quattro anni fa, lo si sarebbe chiamato “self marketing” o “marketing di se stessi”. Ma si sa: i tempi cambiano velocemente e le definizioni debbono adeguarsi.  😉

Ciò premesso, Personal Branding è un libro che ci insegna a sfruttare i canali del web più adatti per fare pubblicità al nostro brand, cioè per promuovere noi stessi. E lo fa con una chiarezza ammirevole e con numerosi esempi pratici.

Ma perché mai dovremmo ricorrere al personal branding? Il motivo principale – unico? – è di carattere professionale. Come recita la quarta di copertina del libro: “Il personal branding è il vero motivo per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner sceglie te al posto di un altro, un tuo progetto in luogo di quello di un tuo competitor”.

Ed è proprio così: sul web, un’immagine curata, che si differenzi dalla massa e che trasmetta valore può aiutarti molto nell’attività lavorativa.

Non ci credi? Prova a digitare il tuo nome e cognome su Google. È una cosa che clienti attuali o potenziali, partner e colleghi fanno spesso. Ebbene: che cosa è uscito? Ma soprattutto: sei soddisfatto di ciò che è uscito? Riflette la tua professionalità?

Se sei scontento di quello che Google ti ha mostrato, il personal branding ti può aiutare a valorizzare le tue competenze e la tua personalità, evitandoti grossolani errori di comunicazione.

Insomma: “Il web è il nuovo ufficio di collocamento. Facebook, Twitter, LinkedIn, Xing, Viadeo: esistono servizi dove i professionisti di ogni settore si incontrano per dialogare e per fare business”. Tu ci sei? Pensaci: quanto sarebbe importante per te essere presente nei luoghi online che contano, con un’identità ben riconoscibile e con un’ottima reputazione? Non c’è alternativa: oggi, le parole chiave sono competenza, visibilità, networking.

Personal Branding è un libro che ha il merito di raccogliere strategie, spunti di riflessione, opportunità ed esempi pratici su come valorizzare te stesso e le tue competenze sul web. E lo fa con uno stile colloquiale, lontano dai tecnicismi gergali. Risulta perciò adatto a chi non padroneggia i fondamentali del web 2.0, cioè a chi ha ancora poca confidenza con il web interattivo e sempre più social dei nostri giorni.

I “creativi” fanno male al marketing?

Rileggevo in questi giorni la geniale presentazione di Gianluca Diegoli qui sotto, che indaga i motivi perché i cattivi creativi non fanno bene al marketing.

Innanzitutto: che cosa s’intende per cattivi creativi? Un cattivo creativo è quello che nella vita voleva fare l’artista, ma che poi ha ripiegato sulla pubblicità e sul marketing. Un cattivo creativo pensa solo a esprimere la propria creatività, senza mettersi nei panni dei destinatari di quella sua creatività.

Creativi di questo tipo non fanno sicuramente bene al marketing, perché pensano solo a realizzare il proprio ego e non ai bisogni degli utenti del web e dei clienti delle aziende. Cioè: questi creativi sono autoreferenziali, non pensano alle persone. E questo è indubbiamente dannoso, sia per il marketing che per il web marketing. Soprattutto nel web conversazionale, collaborativo di oggi!

Ma ora vi lascio alla presentazione…

 

 

 

“I 10 peccati capitali del marketing”, P. Kotler

I 10 peccati capitali del marketing, di Philip KotlerManuale agile, ma non superficiale. Scritto con chiarezza e concretezza: Kotler va dritto al nocciolo dei problemi.

Punto di partenza: oggi il marketing è in crisi. Per Kotler, ciò succede perché:

  • Grazie soprattutto al web, oggi “i consumatori sono più informati e avveduti nelle loro abitudini d’acquisto”.
  • I costi del marketing di massa sono sempre più alti, ma l’efficacia di questa tecnica è oramai minima.
  • Le imprese sono sempre più incapaci di ascoltare i loro clienti e di soddisfare i loro bisogni.
  • I programmi di fidelizzazione sono oramai così diffusi da risultare praticamente inefficaci.
  • La concorrenza a basso costo della Cina è un grosso problema.
  • Molte delle differenziazioni che le aziende operano sono irrilevanti per i loro clienti.
  • Nelle fasi di recessione dei nostri giorni, le imprese tagliano gli investimenti al marketing.
  • Dare visibilità a un marchio è sempre più difficile.

Per tutti questi motivi, fare marketing oggi è sempre più difficile. Anche se, paradossalmente, la teoria del marketing è lì, chiara e solida.

Ecco allora che Kotler elenca quelle che ritiene le dieci carenze più sanguinose del marketing odierno. Per ognuna di esse dettaglia i sintomi e indica la cura da praticare. In breve: I dieci peccati mortali del marketing dà consigli efficaci per riorganizzare al meglio le prassi di marketing delle imprese.

Personalmente, i miei peccati preferiti sono il secondo e il decimo.  🙂  Il secondo è questo: le imprese non conoscono a fondo i loro clienti. Invece, il decimo: le imprese non traggono tutti i possibili benefici dalla tecnologia, in primo luogo da Internet.