Diventare blogger: 24 domande prima d’iniziare (parte 1)

diventare bloggerHai deciso di aprire un blog per parlare di una tua passione o per fare personal branding, cioè per dare visibilità alle tue competenze professionali? Oppure ti piacerebbe gestire un corporate blog, cioè diventare l’autore dei contenuti di un blog aziendale? Qualunque sia il motivo per cui desideri creare un blog, è bene che tu parta con il piede giusto.

Ma che cosa significa partire con il piede giusto nel campo del blogging? Vuol dire che, se ci tieni davvero a diventare un blogger capace di centrare gli obiettivi di visibilità e di content marketing che ti sei posto, devi farti alcune domande preliminari. In pratica: prima di buttarti a capofitto nella creazione dei post, focalizza la tua attenzione su alcuni punti che riguardano la gestione di un blog.

Quali sono questi interrogativi preliminari? Inizio a dirti quanti ne ho individuati io: ventiquattro. Te li presenterò in tre post distinti, perché li ho divisi a gruppi di otto. Oggi pubblico le prime otto domande – le restanti le pubblicherò nel giro di una settimana – che un neo blogger dovrebbe farsi prima di costruire il proprio blog.

 

1. Mi piace scrivere?

Un blog è l’equivalente di un diario o di un quaderno degli appunti personale, solo che è online ed è pubblico. Va da sé che la gestione di un blog implichi la scrittura di post, cioè la creazione di contenuti. Di più: per quella che è la mia esperienza, un blog centra i suoi obiettivi di comunicazione e di marketing solo se produce contenuti con costanza. Ne ho parlato per esempio in un post sulla frequenza di pubblicazione in un blog.
Dunque, un blogger deve innanzitutto avere confidenza con la scrittura. Sì, è vero che in un blog si possono postare anche video e infografiche, per esempio. Ma la scrittura rimane la base irrinunciabile, il pilastro su cui tutto il progetto deve poggiare.

 

2. Che messaggio voglio trasmettere?

In pratica: di che cosa vuoi parlare ai tuoi lettori? Qual è il tema del tuo blog? E come lo affronterai? Con che stile? Con che tono di voce?
Questo significa che, facendo l’esempio di un blog aziendale, se non hai alcunché di utile da comunicare – ma vuoi solo fare pubblicità ai tuoi prodotti –, il blogging non fa per te. Probabilmente, ti conviene di più investire soldi nella pubblicità tradizionale o in Google AdWords. Questo perché gli utenti web sono alla ricerca di contenuti di qualità, cioè di contenuti pertinenti, utili, capaci di risolvergli un problema concreto.
Pertanto, il modo migliore di fare blogging – soprattutto se lo fai per conto di un’azienda – è quello di apparire autorevole, cioè di guadagnare la fiducia da parte del pubblico della nicchia. Solo allora si potrà pensare di monetizzare questa attenzione così faticosamente conquistata.
Insomma: prima di iniziare a mettere in Rete un blog, occorre far mente locale e decidere con esattezza quali saranno i temi del progetto e come verranno affrontati. Tutto ciò con l’obiettivo di intercettare il target giusto di utenti o consumatori online.

 

3. Sono un buon comunicatore?

Un conto è saper scrivere, un altro è saper comunicare. Un blogger non deve solo saper scrivere bene – e tanto –, ma deve anche essere efficace nella sua comunicazione. Deve cioè esser in grado di trasferire correttamente, senza distorsioni, le sue idee al pubblico di riferimento.
Se invece il blogger comunica in maniera confusa e approssimativa, ben presto i visitatori se ne accorgeranno. E abbandoneranno il blog, in favore di altri progetti che sanno essere più sistematici, più ordinati e più… efficaci!

 

4. Saprò essere costante?

Il successo premia i perseveranti. Questo succede anche nel blogging. Eppure uno dei motivi principali – il principale? – per cui la maggior parte dei blogger non centrano i loro obiettivi è la mancanza di costanza. Se fate un giro nel web, troverete tantissimi blog che, nei primi tre-quattro mesi di vita, hanno pubblicato un buon numero di post, ma che poi si sono spenti. Anzi: sono proprio morti, perché il blogger ha smesso di pubblicarci contenuti.
Lo ribadisco: senza costanza si fa ben poca strada, anche nella blogsfera.

 

5. Faccio tutto da solo?

Siccome un blog è uno strumento di comunicazione personale, è in genere gestito unicamente dal suo autore. Nel caso di un corporate blog, le voci possono essere più di una. Cioè: nel progetto possono scrivere più professionisti dell’azienda.
Quindi, se hai deciso di realizzare un blog tuo, devi chiederti se sarai in grado di fare tutto da solo o avrai bisogno di una mano. Fatti queste domande: riuscirò a mettere online il blog con le mie forze? Saprò destreggiarmi tra temi e plugin WordPress? Riuscirò a fare SEO da solo? Andrò avanti come unico autore oppure aprirò il blog anche ai contenuti di altri blogger?
Tutti interrogativi a cui devi dare risposta per tempo, onde evitare di dover fare cambi repentini in corsa.

 

6. So organizzarmi?

Gestire un blog significa portare avanti un progetto complesso. Questo implica, come abbiamo visto in precedenza, una buona dose di costanza. Ma non solo: occorre anche sapersi organizzare, perché un blog di successo ha dietro di sé un piano editoriale ben studiato.
In effetti, i bravi blogger non lasciano quasi alcunché al caso. Se riescono a centrare i loro obiettivi di personal branding e di marketing online è perché riescono a organizzarsi, a coordinarsi, a focalizzarsi sulle priorità. Tu lo sapresti fare così come lo fanno loro?

 

7. Dove trovo il tempo per il blogging?

Questo punto è più o meno la diretta conseguenza di quanto scritto poco fa. Sapersi organizzare significa anche trovare il tempo per scrivere, ottimizzare e poi pubblicare i post del proprio blog. Significa insomma trovare il tempo per rispettare il proprio calendario editoriale. Perché non esiste che su un blog si pubblichino tre post in una settimana e poi nessuno nelle tre settimane successive. Il pubblico ne sarebbe – giustamente – disorientato, visto che la mancanza di regolarità è una delle cose che più danno fastidio ai lettori dei blog.
Perciò, te lo ripeto: sai rispettare l’impegno che ti sei preso con il tuo pubblico? Sai ricavarti del tempo tra gli impegni per scrivere contenuti e rispettare il tuo calendario editoriale?
Attenzione: fare un blog non vuol dire solo creare contenuti di valore. Il blogging implica anche queste altre attività:

  • Moderare i commenti ai post
  • Rispondere alle e-mail dei lettori
  • Creare relazioni con gli altri blogger della propria nicchia
  • Consultare le statistiche del blog, per valutarne i progressi
  • Informarsi circa le news della propria nicchia
  • Gestire i profili del blog sui social network
  • Restare aggiornati sui cambiamenti che riguardano la SEO

E molte altre cose! Riuscirai a trovare il tempo per fare tutto ciò in maniera da avere risultati positivi?

 

8. Conosco il web writing?

scrivere per il webScrivere sul web non è come scrivere sulla carta. Ci sono regole differenti da rispettare. Tant’è vero che lo scrittore di testi per il web si chiama web writer, è cioè una figura professionale con una denominazione specifica.
Se non padroneggi il web writing, la tua comunicazione online rischia di essere inefficace. Dunque, tra le prime cose da fare, c’è quella di domandarti se e quanto conosci l’arte della scrittura sul web.
Se le tue competenze in materia sono scarse, non devi disperare: può venirti in aiuto il mio e-book Scrivere per il web 2.0 lo trovi a prezzo scontato su Amazon.it –, che illustra le tecniche più efficaci per creare contenuti di qualità destinati a un blog o a un sito.

 

Finisce qui la prima parte di “Diventare blogger: 24 domande prima di iniziare”. Appuntamento giovedì 11 dicembre per la seconda parte.

Nel frattempo, ti chiedo: sei d’accordo con questi primi otto punti della lista? Secondo te, sono cose davvero fondamentali per poter esser considerato un blogger di un certo successo e di una certa autorevolezza? Qual è la tua opinione in merito?

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