Che cos’ho imparato da 4 anni di blogging?

blogging comunicare sul webComunicare sul Web compirà quattro anni fra pochi giorni. È il momento di tirare un po’ di somme, per fare il punto della situazione. Come sempre, mi piace condividere con te, lettore del blog, le mie riflessioni ed esperienze.

Quattro anni di blogging non sono pochi. Questo che leggi è l’ottocentoquarantanovesimo post che pubblico. In media, ho messo online un post ogni due giorni scarsi. Una gran faticaccia, sostenuta però dalla mia facilità di scrittura e dalla passione per gli argomenti che tratto – su tutti il content marketing, il web writing e la scrittura per vendere.

Ecco, se anche tu hai un blog – che sia personale o corporate non fa differenza –, questo mio post è per te. Voglio infatti condividere con te le mie riflessioni su quattro anni di blogging. Nello specifico, ti parlerò di cinque cose che ho imparato dalla gestione di questo mio blog.

 

1. Per ottenere risultati ci vuole perseveranza

La frase è scontata, ma piena di verità. I primissimi giorni in cui bloggavo non ho ricevuto nemmeno una visita. La prima persona che ha visitato il mio blog, se non sbaglio, lo ha fatto quattro-cinque giorni dopo che l’avevo messo online. Il primo mese, Comunicare sul Web ha ricevuto meno di cinquanta visite.
Un anno e mezzo dopo, superavo le cinquemila visite al giorno. In mezzo, c’è stato tanto lavoro di content marketing e di SEO.
Se per esempio avessi preso per definitivi i risultati che avevo ottenuto dopo tre-quattro mesi, avrei concluso che avevo creato un blog da una cinquantina di visite giornaliere. E mi sarei scoraggiato. In realtà, sapevo che, attraverso il lavoro attento e continuo, il progetto sarebbe cresciuto in qualità e nei numeri. E così è stato.
Se sei un blogger e vuoi centrare i tuoi obiettivi strategici, devi fare tua la seguente frase di Orazio: nihil sine magno labore vita dedit mortalibus.

 

2. Un blog ti permette di conoscere persone capaci

In quattro anni, Comunicare sul Web mi ha consentito di conoscere moltissime persone. Con alcune di esse è nato un rapporto di amicizia autentica. Con altre c’è stato modo di collaborare in progetti lavorativi. Con i più ho potuto scambiare opinioni e imparare cose nuove.
Da questo punto di vista, il blogging è una grande occasione per entrare in contatto con persone che operano nella tua stessa nicchia. Parlo di appassionati, curiosi, professionisti, clienti, fornitori e così via. Si tratta di un’occasione unica per catapultarti nel vivo del tuo settore e creare relazioni.

 

3. Il vero guadagno online è il personal branding

Molti vogliono aprire un blog per guadagnare online. Bisogna però intendersi bene su che cosa significhi monetizzare online.
Ritengo che mettere online un blog per racimolare una grande traffico web e guadagnare dall’esposizione dei banner pubblicitari sia molto difficile. Lo stesso si può dire se si mira a creare un blog per vendere un infoprodotto.
Insomma: fare soldi su Internet non è una cosa alla portata di tutti. Come mai? Ma perché bisogna innanzitutto azzeccare la nicchia giusta in cui inserirsi. Infatti, se si sceglie una nicchia che interessa solo a pochi utenti e per giunta poco propensi a spendere, non si va lontano. Poi bisogna essere molto bravi con il marketing e con la SEO. Inoltre, la nicchia dovrebbe essere pure poco affollata dai competitor: se altri sono arrivati prima di noi a occuparla, è davvero arduo scalzarli dalle loro posizioni.
In altre parole, creare un blog per guadagnare da una propria passione è spesso un’operazione pretenziosa. Il motivo di ciò è che il blogger non comprende che, per fare seriamente business online, occorre trasformarsi in un vero e proprio imprenditore del web. E questa non è una cosa che si può improvvisare.
C’è però un’altra via di monetizzare un blog. Un progetto online che tratti della nostra più grande passione è un eccellente strumento di personal branding. Prendiamo per esempio questo blog: quello che stai leggendo è il suo post numero ottocentoquarantanove. Mediamente, pubblico post lunghi tra le millecento e le milleduecento parole. Sono anche disposto ad ammettere che non tutti i contenuti che ho pubblicato siano di alta qualità: ci sono giornate dove ho postato contenuti più utili e interessanti di altre. Ma dopo quattro anni, ho dimostrato di saper dire la mia su argomenti come il content marketing, il web writing, il blogging e – in parte, visto che non sono un SEO specialist di professione – la search engine optimization.
Ecco, questo ho imparato da quattro anni di blog: fare soldi con i banner e gli infoprodotti è roba per chi lo sa fare davvero, non per chi si improvvisa marketer sul web. Molto più a portata di mano – sempre in misura proporzionale all’impregno che ci si mette! – è il riuscire a fare marketing di se stessi, mostrando di essere competenti sui temi di una specifica nicchia.

 

4. No SEO? No party!

Ne ho già parlato in precedenza, ma vale la pena di dedicare un punto specifico nell’elenco a questa disciplina.
La SEO è una delle basi di un qualsiasi progetto online che voglia definirsi davvero efficace. Vuoi creare un sito web che ottiene risultati? Vuoi creare un blog professionale che ti faccia apparire come un esperto del tuo settore? Vuoi mettere online un e-commerce che vende? Bene, allora la SEO dev’essere una delle tue pietre angolari.
Ciò non significa che devi per forza diventare un SEO specialist, perché altrimenti non riuscirai a raggiungere gli obiettivi della tua presenza online. Però, più alti sono i traguardi che ti sei posto, più alta deve essere la conoscenza di questa materia.
In altre parole: se il tuo obiettivo è ricevere traffico web sul tuo blog personale, puoi limitarti ad avere una buona conoscenza della SEO on page. Ma se il tuo obiettivo invece è fare lead generation per la tua azienda, allora è il caso che tu ti avvalga della consulenza di una bravo SEO specialist.
La search engine optimization è una disciplina fondamentale per il successo di un progetto web. Non puoi permetterti di ignorarla. Se proprio stai a zero e non sai da che parte girarti, ti consiglio di partire dalla lettura del mio post dedicato a chi è totalmente digiuno di SEO.

 

5. Bisogna sempre esser se stessi

Ecco un’altra cosa importante che mi ha insegnato il blogging: essere se stessi.
Che cosa significa? Sul web – e nel blogging in particolare – è importante avere la propria voce. Con il termine voce intendo la propria maniera di esprimersi, il proprio stile comunicativo. Occorre ciò trovare la propria strada per raccontare le cose (storytelling) e rendersi così differenti dagli altri.
In effetti, copiare il successo altrui è un grave errore. Perché presto verremo smascherati, e perderemo l’eventuale autorevolezza guadagnata nel frattempo. Insomma: la via maestra dev’essere la spontaneità assoluta. Dobbiamo cioè sforzarci di essere differenti e originali, ma secondo quelle che sono le nostre attitudini e inclinazioni.
Ispirarsi agli altri – soprattutto ai migliori nella propria nicchia – è giusto, specialmente quando si è blogger esordienti. Ma poi occorre trovare il proprio marchio di fabbrica comunicativo.
Per esempio, nel mio blog uso un linguaggio piuttosto semplice e schietto. I miei post hanno una certa concretezza espositiva: più sostanza che fronzoli. Questo viene direttamente dalla persona che sono, poiché odio perder tempo: tendo sempre ad andare al nocciolo delle cose, cercando di produrre subito un risultato.
Non dico che il mio stile di blogging sia il migliore, perché sicuramente non lo è. Ma mi caratterizza. È in pratica il mio brand, il mio elemento distintivo.
Ecco, qualsiasi blogger dovrebbe cercare il suo marchio di fabbrica. Dovrebbe cioè – come insegna il marketing – trovare quali sono i fattori che lo possono distinguere dal rumore di fondo creato dai tanti blogger incolori che affollano la sua nicchia.

 

Ecco, queste sono cinque cose che ho imparato da quasi quattro anni di blogging. Magari tornerò sull’argomento il prossimo aprile, quando ci sarà il compleanno del blog, e allungherò questo elenco con altre osservazioni che possono essere utili soprattutto ai neo blogger.

E tu, come la vedi? Hai anche tu un blog? Da quanto tempo? Che cosa ti ha insegnato la tua esperienza di blogger? Hai raggiunto almeno in parte gli obiettivi che ti eri dato con la tua attività di blogging?

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