Dopo 7 anni di blogging ho capito che…

business blogger consigliComunicare sul Web compie in questi giorni sette anni. Proprio tra marzo e aprile del 2011, aprivo questo mio blog su Altervista, per poi spostarlo sul dominio .com nel 2013. Creavo il blog per avere un po’ di visibilità online, cioè per promuovere la mia attività di consulente di content marketing.

Come sono andate le cose? Molto bene, direi. Il blog ha centrato in pieno il suo scopo: in questi anni ha raccolto milioni di visite e mi ha procurato diversi contatti professionali. Insomma: il blogging con me ha funzionato, e pure parecchio. È quindi una strada che consiglierei a chiunque, soprattutto ai liberi professionisti e alle aziende che vogliono trovare nuovi clienti sfruttando il canale web.

Che cosa ho imparato in tutti questi anni di blogging? Un bel po’ di cose. Ne elenco alcune qui sotto, in ordine sparso. Se sei un imprenditore o un direttore marketing e sei indeciso se creare o meno un corporate blog per la tua azienda, vorrei che tu leggessi attentamente il resto dell’articolo. Perché l’ho scritto proprio pensando a te.

Dunque, sette anni di blogging su Comunicare sul web (e sui blog dei clienti) mi hanno insegnato che:

 

  • I blog sono tutt’altro che morti

    Nonostante ci sia tutta una schiera di individui interessati a urlare che i blog sono roba vecchia e inutile, la blogsfera gode di ottima salute. In effetti, i blog, quando sono progettati con intelligenza e gestiti con impegno, continuano a intercettare traffico di potenziali clienti sui motori di ricerca, e a convertirlo in clienti paganti.

  • Il blog richiede una gestione continuativa

    Nulla si ottiene da sera a mattina. E questo è particolarmente vero nel caso del blogging (e del content marketing). Lo strumento blog richiede un arco temporale medio lungo per dare risultati. E richiede la stessa cura che un giardiniere riserva a un giardino.
    Se però sei un professionista organizzato, che eventualmente sa delegare il blog ai propri collaboratori, la gestione dello strumento non ti darà particolari problemi.

  • La SEO non è morta

    La SEO si trasforma (e nel corso di questi sette anni ne ha fatti di cambiamenti!), ma continua a essere un pilastro per una buona fetta di attività online. Quindi, la SEO ci terrà compagnia ancora per un bel pezzo. Chi afferma che non serve più è in malafede. Ha interesse ad affermarlo perché evidentemente vende altri tipi di servizi online.

  • L’unico modo per imparare è fare

    Ci sono due tipi di consulenti di web marketing. I primi sono quelli che sanno che cos’è il web marketing ma non si sono mai sporcati le mani. I secondi sono quelli che sanno che cos’è il web marketing e si sono sporcati le mani. I primi sono dei “portatori di conoscenza”, dei divulgatori alla Piero Angela. I secondi sono qualcosa di più, perché sanno “dove andare a mettere le mani”, visto che l’hanno fatto in prima persona.
    Ecco, per il business blogging vale lo stesso discorso. Gestire un blog aziendale direttamente ti permette di comprendere in profondità il funzionamento dei blog e del content marketing. Sporcarsi le mani è insomma l’unica via per capire a fondo. Per fare esperienza concreta. Per scoprire i pro e i contro. Semplicemente per imparare.
    Questo dunque ho capito: solo chi gestisce uno o più blog può parlare con competenza di blogging e di marketing dei contenuti. Perché ha accumulato l’esperienza sul campo necessaria a ottenere (e a far ottenere) risultati.

  • Blog e personal branding vanno di pari passo

    Vuoi essere percepito come un esperto della tua nicchia? Beh, a mio giudizio, il blog aziendale continua a essere lo strumento più efficace per raggiungere questo scopo. Perché chi scrive su un blog si espone, ci mette la faccia. E se sa creare contenuti di qualità i suoi potenziali clienti se ne accorgono. Eccome se se ne accorgono!
    Un business blog è perciò uno strumento perfetto per crearsi una credibilità, cioè per fare quello che oggi si chiama personal branding.

  • Il blog attira traffico, siti e e-commerce no

    Hai creato il sito web istituzionale della tua impresa o l’e-commerce aziendale? Però ti sei accorto che non generano traffico? Quindi non stai vendendo nulla? È una cosa piuttosto comune. Il sito web e lo shopping online sono solo due scatoloni e non servono granché in ottica di lead generation. Una volta che li hai creati, devi risolvere due altri problemi: come portarci sopra traffico (di potenziali clienti) e come far convertire quel traffico (cioè come far sì che i potenziali clienti ti contattino o comprino direttamente).
    Questo come si fa? Ci sono due vie tipiche: comprare pubblicità online oppure aprire nel sito o nell’e-commerce un blog aziendale. In effetti, se crei post interessanti e utili per i tuoi clienti, questi cominceranno a cliccarli per arrivare da te.

  • Un post senza una call to action è inutile

    Qual è uno degli errori più comuni di chi gestisce un blog? Creare post che non terminano con una call to action, cioè creare post senza un invito all’azione.
    È un male perché un post deve sempre chiudersi con la richiesta al lettore (che è il potenziale cliente, lo ricordo) di fare qualcosa. Iscriversi alla newsletter, scaricare un lead magnet, compilare un form per contattarci oppure comperare un prodotto o servizio: le call to action possono essere di vario tipo. Per esempio, ne ho messa una pure io, in fondo a questo mio post. Ed è così che deve essere, altrimenti i lettori online difficilmente agiranno, perché hanno bisogno (come tutti i consumatori, sia nel B2C che nel B2B) di essere accompagnati per mano nel percorso d’acquisto. O in quello che porta a un primo contatto commerciale.
    Per dirla ancora più chiaramente: se non metti le call to action nei tuoi post, hai creato solo dei contenuti informativi, come fa Wikipedia. Ma sono pronto a scommettere che tu sei online per fatturare, quindi hai tutto l’interesse per indicare ai tuoi potenziali clienti la strada per acquistare.

 

Sette anni di business blogging sono tanti. Sono tanti perché la Rete è un mezzo di comunicazione in rapidissima evoluzione. E quelle sopra sono solo alcune delle cose più importanti che ho imparato da blogger professionale. Si tratta di verità indiscutibili, non tanto perché le dico io ma perché le cose stanno oggettivamente così. Chi ha fatto blogging, anche solo per brevi periodi, lo sa.

E tu? Hai un blog aziendale? Lo gestisci per conto della PMI o del brand per cui lavori? Da quanto tempo fai blogging? E soprattutto: che cosa hai imparato in tutti questi anni? Lascia un messaggio a questo mio post e condividi con tutti noi la tua esperienza di blogger!

 

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business blogQuesto post sulle cose che sono chiare a tutti i blogger dopo anni e anni di blogging è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da più di 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content creator. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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